<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>In Our Bedroom After The War</title>
	<atom:link href="http://attimo.ciccsoft.com/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://attimo.ciccsoft.com</link>
	<description>Il blog di Attimo &#124; Ciccsoft.com</description>
	<lastBuildDate>Mon, 20 May 2013 09:07:31 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.5.1</generator>
		<item>
		<title>Un anno dopo c&#8217;è ancora il Bayern in finale</title>
		<link>http://attimo.ciccsoft.com/2013/05/20/un-anno-dopo-ce-ancora-il-bayern-in-finale/</link>
		<comments>http://attimo.ciccsoft.com/2013/05/20/un-anno-dopo-ce-ancora-il-bayern-in-finale/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 20 May 2013 08:49:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Attimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[200X]]></category>
		<category><![CDATA[Asfalto]]></category>
		<category><![CDATA[Linea d'ombra]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://attimo.ciccsoft.com/?p=1936</guid>
		<description><![CDATA[Sarebbe consolatorio e molto più accettabile poter tracciare una linea per terra e stabilire un Prima e un Dopo. Sarebbe infinitamente più comprensibile, sopportabile, mettersi per terra e delimitare un confine tra quello che eravamo e quello che ora siamo. &#8230; <a href="http://attimo.ciccsoft.com/2013/05/20/un-anno-dopo-ce-ancora-il-bayern-in-finale/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sarebbe consolatorio e molto più accettabile poter tracciare una linea per terra e stabilire un Prima e un Dopo. Sarebbe infinitamente più comprensibile, sopportabile, mettersi per terra e delimitare un confine tra quello che eravamo e quello che ora siamo. La verità è che a tracciare linee per terra non siamo stati noi, ma le fratture di un tempo che nessuno, nemmeno i più onesti e indipendenti e artigiani conoscitori del territorio potevano prevedere. E che il disegno di queste fratture non è per niente netto, definitivo, tranciante: la frattura è nervosa come molti noi quella domenica mattina, scende in strada, no risale, chiama al telefono, accende la tv. Non si capisce da dove sbuchi, fin dove arrivi, che piega prenderà. Quel disegno non riesce nemmeno lui a tramutarsi in punto fermo, per quanto tragico, per quanto sinistramente notturno, per quanto ci scarichi addosso, a noi pasciuti abitanti della Bassa, l’inadeguatezza della sorpresa, e il coraggio e la dignità del Riprendersi. Quel diagramma, ed è questa la mia personalissima verità che dopo un anno credo di essere riuscito a rammendare, non sa essere giudice, condanna, rivalsa: non c’è, un prima e un dopo, tutto è fluido e interrotto come soltanto il dondolio della tua auto in una piazzola di sosta alle 4 del mattino. Nulla scrissi, un anno fa, per una serie finita di motivi. Un anno dopo, mentre tutti linkano lodevoli e meritevoli video commemorativi, infarciti però di musiche inoppurtanamente pop (come se un terremoto fosse la vittoria dei Mondiali, maledetta sindrome da YouTube), decido ancora di non raccontare. Fu qualcosa di così invisibile, per chi ebbe la fortuna di trovarsi appena qualche km fuori dall’epicentro, e proprio per questo se n’è parlato per giorni, settimane, mesi. Tentavamo tutti di acchiappare la parafrasi giusta che illuminasse quella parte buissima in cui siamo finiti, per qualche secondo, noi pasciuti abitanti della Bassa appena qualche km fuori dall’epicentro: non ci crollò nulla in testa, e quello che abbiamo vissuto è talmente invisibile che raccontarlo lo tramuterebbe in Altro. Cosa rimane, allora? Circa 10 minuti dopo la scossa entrai in un autogrill, ero solo, ancora faceva buio. Mi ritrovai circondato da tifosi bavaresi del Bayern Monaco, qualche ora prima avevano perso la finale di Coppa dei Campioni a casa loro. E confesso, per qualche secondo, la cosa più straniante del terremoto non fu il terremoto ma il ritrovarmi tifosi bavaresi in un autogrill. Nessuno di loro pensava alla scossa, e anche le cassiere del bar proseguivano inermi a servire caffè. Quando un terremoto viene a trovarti e tu sei da solo, non ti sembra un terremoto, ma un modo di ricordarti dove eri finito. Io ero in un autogrill, da solo, abbastanza lontano da casa. Più che un punto, furono due punti: e tre, e quattro, e tutti quelli che ci cadono addosso dai cornicioni tutte le volte che proviamo a tornare a casa, nell’unico modo che conosciamo: tremando.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://attimo.ciccsoft.com/2013/05/20/un-anno-dopo-ce-ancora-il-bayern-in-finale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sorrow will find me</title>
		<link>http://attimo.ciccsoft.com/2013/05/10/sorrow-will-find-me/</link>
		<comments>http://attimo.ciccsoft.com/2013/05/10/sorrow-will-find-me/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 10 May 2013 17:05:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Attimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[200X]]></category>
		<category><![CDATA[Catene]]></category>
		<category><![CDATA[Forzalavoro]]></category>
		<category><![CDATA[allergia]]></category>
		<category><![CDATA[sbagliare]]></category>
		<category><![CDATA[servire]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://attimo.ciccsoft.com/?p=1934</guid>
		<description><![CDATA[C&#8217;è la fase dove Reagisci, perché credi che una reazione, scomposta o ragionata che sia, possa servire a qualcosa. Poi segue la fase dove non reagisci e Lasci fare, perché pensi che un atteggiamento più gandhiano serva a oliare la &#8230; <a href="http://attimo.ciccsoft.com/2013/05/10/sorrow-will-find-me/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è la fase dove Reagisci, perché credi che una reazione, scomposta o ragionata che sia, possa servire a qualcosa. Poi segue la fase dove non reagisci e Lasci fare, perché pensi che un atteggiamento più gandhiano serva a oliare la situazione. E ancora, subentra una terza fase, quella terzista, dove Tenti approcci laterali, perché l&#8217;esperienza ti ha affinato i sensi e sai che ti può servire per modificare effettivamente le circostanze.</p>
<p>Infine, c&#8217;è una imprenscidibile e abbastanza tendente all&#8217;infinito fase in cui il termine &#8220;servire&#8221; diventa come un poster di Senna appeso alla parete della stessa stanza dove ancora dormi imprechi riemergi: ingiallito, lacerato, rappresenta comunque e per sempre un concetto forte, fascinoso e stimolante. Ma non esiste più.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://attimo.ciccsoft.com/2013/05/10/sorrow-will-find-me/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Radicchio alla finestra</title>
		<link>http://attimo.ciccsoft.com/2013/05/02/radicchio-alla-finestra/</link>
		<comments>http://attimo.ciccsoft.com/2013/05/02/radicchio-alla-finestra/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 02 May 2013 11:22:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Attimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Catene]]></category>
		<category><![CDATA[Forzalavoro]]></category>
		<category><![CDATA[nori]]></category>
		<category><![CDATA[pietra]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://attimo.ciccsoft.com/?p=1931</guid>
		<description><![CDATA[Ieri ero in macchina e ad un certo punto ho iniziato a smanettare con l&#8217;autoradio, per cercare la diretta del Concertone, ero in macchina verso le 19 e fuori faceva ancora buio, credo siano mesi che fuori faccia sempre buio &#8230; <a href="http://attimo.ciccsoft.com/2013/05/02/radicchio-alla-finestra/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri ero in macchina e ad un certo punto ho iniziato a smanettare con l&#8217;autoradio, per cercare la diretta del Concertone, ero in macchina verso le 19 e fuori faceva ancora buio, credo siano mesi che fuori faccia sempre buio nonostante io starnutisca regolarmente, e forse ormai sono solo io a sentire le stagioni, il tempo che passa, le cadenze e le scadenze, e gli altri là fuori evidentemente non le sentono più, le cadenze e le scadenze e lasciano che alle sette di sera ci sia ancora buio, quando ormai mancano soltanto 50 giorni circa e le giornate inizieranno già ad accorciarsi, e nessuno ci pensa mica, che rimangono soltanto 50 giorni circa e qui stiamo ancora a perdere tempo con la pioggia. Comunque, erano le 7 di sera e sapevo che Nori sarebbe dovuto salire sul palco del Concertone intorno a quell&#8217;ora, così almeno aveva scritto, e del Concertone Paolo Nori era l&#8217;unica cosa che mi interessava, non i gruppi, non le disquisizioni sul senso del Concertone, oggi, nel 2013 (ma il senso della pioggia, oggi, nel 2013, invece, ne vogliamo parlare?), mi interessava soltanto Paolo Nori, nemmeno la musica, dei concerti, ormai mi interessa, ed è così un po&#8217; per diverse altre cose della vita. Dei giorni, mi interessa il cielo, perché fino a quando piove non posso tirare fuori la mia bici da corsa, e, del cielo, mi interessa quello che vedo quando vado in bici da corsa. Del lavoro mi interessa i soldi che mi servono per non pensare al lavoro, per andare molto lontano, o molto vicino, perché del mezzo, ecco, nel mezzo pare che non si sia nessuno di interessante, e non nel senso egotrofico del termine, ma nel senso tutto grammaticale del verbo &#8216;interessare&#8217;, nel mezzo pare che nessuno si interessi, e che l&#8217;interessante sia molto vicino, praticamente attaccato, o molto lontano, praticamente dietro l&#8217;orizzonte. Ed è così per tutto il resto, del resto mi interessa la parte infinitesimale, o quella macroscopica, dei giornali, mi interessa lo scrivere, e non i giornali, della musica, mi interessa quella che mi fa smettere di starnutire in primavera, della primavera, mi interessano i pollini, e non il risveglio, ché io riesco a svegliarmi solo d&#8217;estate. Dell&#8217;estate, mi interessano i treni da prendere, e non le vacanze, delle vacanze mi interessa sapere quando torno, e di quando torno, mi interessa sapere quando potrò leggere gli articoli che seleziono dai giornali stampati con una laser in bianco e nero. I miei articoli sono il radicchio di sera di Paolo Nori, che alla fine non sono riuscito a sentire, ieri sera, ed era l&#8217;unica cosa che mi interessa del Concertone, del Primo Maggio, e un po&#8217; di tutto il resto.</p>
<p align="center"><img alt="" src="http://media.tumblr.com/194e118680421cb599ac0eba9782283e/tumblr_inline_mm64tjmN391qz4rgp.jpg" /></p>
<p>Qualche giorno fa mi è capitato di parlare in pubblico, una cosa che ovviamente odio fare, specie quando non ho molto da dire, e ad un certo punto ho detto qualcosa tipo &#8220;e poi abbiamo una redazione di circa 24 elementi&#8221;, mi sembrava una precisa quanto onesta affermazione, invece a lato mi hanno subito bonariamente preso in giro, &#8220;circa 24, eh&#8221;, e io non ho potuto fare altro che ribadirlo, &#8220;sì, circa&#8221;, e più della precisione mi sembrava contasse l&#8217;onestà, ma non quella morale, ecco, figuriamoci, non abbiamo la primavera pretendiamo di avere l&#8217;onestà morale? No, mi riferivo all&#8217;onestà delle intenzioni, quanto meno, e io non ero lì a parlare in pubblico per professare sicurezze, e mi sembrava l&#8217;unica cosa da fare, precisare che sono circa 24, gli elementi, mi sembrava la migliore delle presentazioni. Dei magazine online, a me, interessa il circa, e del parlare in pubblico, a me, interessa tacere. E della Lessinia, a me interessa la cava di pietre che si è mangiata la montagna, come un ginocchio sbucciato. Del verde, mi interessa la parete erosa dalle lame, e le pietre sezionate riposte di fronte a quel gesto così violento ma così mansueto, accettato, ecco, quella montagna mangiata transennata, regolamentata da regolamenti del cantiere appesi alle inferriate come suore di un ospedale in corsia. Di tutto il resto, mi interessa quello che sembra violento, e viene concesso, stabilito, pianificato, ingabbiato, e infine da me fotografato. Mi interessa che se mi mettessi io, o te, o chiunque, a tirar via sassi dalle montagne, arriverebbero gli elicotteri e gli alberi si metterebbero circa a piangere.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://attimo.ciccsoft.com/2013/05/02/radicchio-alla-finestra/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Costruire per distruggere</title>
		<link>http://attimo.ciccsoft.com/2013/04/09/costruire-per-distruggere/</link>
		<comments>http://attimo.ciccsoft.com/2013/04/09/costruire-per-distruggere/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 09 Apr 2013 12:24:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Attimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Linea d'ombra]]></category>
		<category><![CDATA[girls in hawaii]]></category>
		<category><![CDATA[grazie]]></category>
		<category><![CDATA[insonnia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://attimo.ciccsoft.com/?p=1928</guid>
		<description><![CDATA[Girls in Hawaii &#8211; Misses (Official video) di naiverecords]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><iframe frameborder="0" width="480" height="270" src="http://www.dailymotion.com/embed/video/xyrisi?highlight=%23179747"></iframe><br /><a href="http://www.dailymotion.com/video/xyrisi_girls-in-hawaii-misses-official-video_music" target="_blank">Girls in Hawaii &#8211; Misses (Official video)</a> <i>di <a href="http://www.dailymotion.com/naiverecords" target="_blank">naiverecords</a></i></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://attimo.ciccsoft.com/2013/04/09/costruire-per-distruggere/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Traffico</title>
		<link>http://attimo.ciccsoft.com/2013/03/27/traffico/</link>
		<comments>http://attimo.ciccsoft.com/2013/03/27/traffico/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 27 Mar 2013 17:59:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Attimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[demoni]]></category>
		<category><![CDATA[hashtag]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://attimo.ciccsoft.com/?p=1922</guid>
		<description><![CDATA[La colpa è della città, del paese, dell&#8217;Italia, dell&#8217;Europa, dei politici, dei partiti, delle circostanze, delle lobbies, degli arbitri, degli juventini, delle coincidenze, dei padri, dei figli, dei giornalisti, dei media, di internet, del progresso, degli altri. Io delle colpe &#8230; <a href="http://attimo.ciccsoft.com/2013/03/27/traffico/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La colpa è della città, del paese, dell&#8217;Italia, dell&#8217;Europa, dei politici, dei partiti, delle circostanze, delle lobbies, degli arbitri, degli juventini, delle coincidenze, dei padri, dei figli, dei giornalisti, dei media, di internet, del progresso, degli altri. Io delle colpe non so più che farmene, non hanno mai lavato nessun sangue e cambiato nessuna democrazia e aiutato a vivere più dignitosamente, che è la prima cosa che dovrebbe contare, prima ancora che amare, perdonare, ferire, colpire. L&#8217;Instagram delle nostre coscienze, siamo diventati. E ora torno nella mia grotta, scusate.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://attimo.ciccsoft.com/2013/03/27/traffico/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Jurassic Park</title>
		<link>http://attimo.ciccsoft.com/2013/03/22/jurassic-park/</link>
		<comments>http://attimo.ciccsoft.com/2013/03/22/jurassic-park/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 22 Mar 2013 15:04:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Attimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[200X]]></category>
		<category><![CDATA[Linea d'ombra]]></category>
		<category><![CDATA[anacronismi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://attimo.ciccsoft.com/?p=1920</guid>
		<description><![CDATA[Ieri sono andato a una mostra fotografica e la prima e direi unica cosa che ho fatto è stata guardare le fotografie. Mi sento quasi strano.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sono andato a una mostra fotografica e la prima e direi unica cosa che ho fatto è stata guardare le fotografie. Mi sento quasi strano.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://attimo.ciccsoft.com/2013/03/22/jurassic-park/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Siamo fortunati ad avere ancora un posto di lavoro</title>
		<link>http://attimo.ciccsoft.com/2013/02/18/siamo-fortunati-ad-avere-ancora-un-posto-di-lavoro/</link>
		<comments>http://attimo.ciccsoft.com/2013/02/18/siamo-fortunati-ad-avere-ancora-un-posto-di-lavoro/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 18 Feb 2013 11:59:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Attimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[200X]]></category>
		<category><![CDATA[Forzalavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Itaglia]]></category>
		<category><![CDATA[passerotti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://attimo.ciccsoft.com/?p=1917</guid>
		<description><![CDATA[Nessuno ne parla, ma dove vivo io da ormai vent’anni sono spariti i passerotti. Non si vedono più in giro, e sui rami spogli solo piccioni e discorsi incongruenti e avvocati che guardano cartoni animati sul posto di lavoro.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nessuno ne parla, ma dove vivo io da ormai vent’anni sono spariti i passerotti. Non si vedono più in giro, e sui rami spogli solo piccioni e discorsi incongruenti e avvocati che guardano cartoni animati sul posto di lavoro.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://attimo.ciccsoft.com/2013/02/18/siamo-fortunati-ad-avere-ancora-un-posto-di-lavoro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cronaca Vera</title>
		<link>http://attimo.ciccsoft.com/2013/02/05/cronaca-vera/</link>
		<comments>http://attimo.ciccsoft.com/2013/02/05/cronaca-vera/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 04 Feb 2013 23:19:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Attimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asfalto]]></category>
		<category><![CDATA[Itaglia]]></category>
		<category><![CDATA[Linea d'ombra]]></category>
		<category><![CDATA[Vienna]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://attimo.ciccsoft.com/?p=1914</guid>
		<description><![CDATA[Treno notturno. Potrei fermarmi qui, e in effetti scenderò alla prima fermata, purtroppo. Aggiungo solo: treno notturno, di matrice austriaca. Sedili robusti ma confortevoli, ricoperti da stoffa moderatamente bizzarra. Blu elettrico che si adagia sul legno anni 70. Una fusione &#8230; <a href="http://attimo.ciccsoft.com/2013/02/05/cronaca-vera/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Treno notturno. Potrei fermarmi qui, e in effetti scenderò alla prima fermata, purtroppo. Aggiungo solo: treno notturno, di matrice austriaca. Sedili robusti ma confortevoli, ricoperti da stoffa moderatamente bizzarra. Blu elettrico che si adagia sul legno anni 70. Una fusione che riporta indietro nel tempo, quando si stava meglio quando si stava peggio: lo scompartimento da 6 è dotato di pulsante per la luce, manovella per regolare l&#8217;aria calda o fredda. Una democrazia insospettabile per gli odierni italici Intercity. Treno notturno, vintage senza essere fine a se stesso anche nella dotazione dei compagni di viaggio. Abbiamo una coppia di signore ultra-sessantenni, zeppe di bagagli. Una delle due, austro-italiana, compie un gesto distensivo appena si accomoda in cabina: si scambia le scarpe, optando per un più opportuno paio di ciabattine rosa. L&#8217;invidia è tanta. Poi il discorso scivola sui cinema degli anni 50, sui treni dove fino a nemmeno vent&#8217;anni fa si poteva ancora fumare, sul controllore quasi lasciato soffocare dopo avergli offerto un tiro da quella che non era una semplice sigaretta. Dalla conversazione si ritrae un ragazzetto, avrà la metà dei miei attuali anni, che si fa scudo delle innocue banalità sui tempi andati con una copia sgualcita della Gazzetta odierna. Dietro la faccia bronzea di Balotelli, scorgo il mio passato remoto e il mio futuro anteriore. La vecchina tira fuori la sua copia di Cronaca Vera, e mi sento quasi rincuorato da questi segnali del paese vero che tutto sommato, nonostante le promesse mal riposte, ancora resiste. Getto via la mia mini bottiglia di Coca-Cola da 33cl, concessione alla crisi dei distributori automatici che mostrano più cuore e più comprensione di molti di voi, riponendola, come vaso di plastica tra vasi di vetro, in un cestino già ricolmo di bottiglie di birra. Quando finirete di giocare alle elezioni, ai malintesi e a quelli che hanno capito tutto su loro stessi e gli altri, andate a prendervi un treno notturno, uno qualunque.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://attimo.ciccsoft.com/2013/02/05/cronaca-vera/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le conseguenze</title>
		<link>http://attimo.ciccsoft.com/2013/02/03/le-conseguenze/</link>
		<comments>http://attimo.ciccsoft.com/2013/02/03/le-conseguenze/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 03 Feb 2013 02:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Attimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Catene]]></category>
		<category><![CDATA[Lettere]]></category>
		<category><![CDATA[Linea d'ombra]]></category>
		<category><![CDATA[Proclami]]></category>
		<category><![CDATA[cemento]]></category>
		<category><![CDATA[notte]]></category>
		<category><![CDATA[tralicci]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://attimo.ciccsoft.com/?p=1913</guid>
		<description><![CDATA[Sono lontano da casa e al posto del silenzio abituale sento vetri di finestre che tremano per i bassi di autoradio, come fossero Wagner sparato durante improbabili invasioni della Polonia. La notte dei cristalli infranti mi prende quando sono molto &#8230; <a href="http://attimo.ciccsoft.com/2013/02/03/le-conseguenze/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sono lontano da casa e al posto del silenzio abituale sento vetri di finestre che tremano per i bassi di autoradio, come fossero Wagner sparato durante improbabili invasioni della Polonia. La notte dei cristalli infranti mi prende quando sono molto lontano da casa, e nella mia testa si ribaltano scrittoi e sedie come in quell&#8217;installaziome commemorativa a Kopperplatz di cui pochi parlano ma che scuote quasi senza far rumore i venti delle coscienze. Nella notte dei miei cristalli smaltati mi prende alla gola il ricordo della scena finale de Le conseguenze dell&#8217;Amore, che non riporto per non rovinarvi l&#8217;eventuale prima visione del film. Ma è un ricordo molto più che opprimente, è un figlio sperduto tra le file di scaffali di un ipermercato quando mancano pochi minuti alla chiusura, è l&#8217;indicatore rosso del boiler dell&#8217;acqua calda prossimo allo zero quando sei fradicio e infreddolito di ritorno da un temporale a febbraio (i temportali a febbraio mi fanno sempre pensare a un&#8217;imminente estizione di massa, che mai non arriva, tuttavia), quella scena finale è un organismo da smontare, delicatamente, con posata flemma, mettendone in ordine i pezzi su un tavolo di acciaio di una sala operatoria. Sono lontano da casa, e mi prende il ricordo di questa scena e l&#8217;ultima cosa che farei ora è urlare e la prima nascondermi nelle feritoie polverose dei battiscopa di questa stanza non mia, non tua, di tutti e di nessuno.</p>
<p>Penso insomma che mi è capitato di andare a fondo, legato, non per causa mia ma per decisioni altrui. Penso di essere finito in mezzo a qualcosa di semiliquido come conseguenza di precedenti azioni, legittime o illegittime è secondario, comunque &#8220;mie&#8221;, proprie, oneste come sempre lo sono le proprie decisioni mai viziate dalle circostanze o debolezze o velleità. Penso a me, calato dall&#8217;alto al basso, adorante delle geometria e delle verità che dispiega in linea retta che nessuno si sogna mai di vedere, con gli occhi ben fissi di fronte a me. E il ricordo di qualcosa di molto lontano, e molto forte e molto proprio, sia un amico o un traliccio nelle Alpi o una telefonata su Skype alle 4 del pomeriggio o il racconto della vita in un quartiere di una città lontana (mentre tutti rincorrono gruppi musicali, scelte di vita, fantasmi del passato). Non è un film, è la cosa più simile possibile a come alcuni mi hanno fatto sentire, una scena riproposta più volte senza mai diventare scontata, se non per chi la vive. Ecco, sono molto lontano da casa e immerso in un temporale a febbraio, non ho il privilegio di una nevicata a febbraio che forse mi regalerebbe pensieri meno rancorosi verso il mio passato e l&#8217;umanità in generale, e non posso fare a meno di lasciare entrare nel mio letto il pensiero di quella scena finale, e di come io e un po&#8217; tutti noi la viviamo praticamente tutti i giorni. E con lui ne arrivano altri, di pensieri, nel mio letto, come se fossero calzini intrisi di pioggia appesi al ferro battuto di questo letto che non mi appartiene, e che faccio mio pagandolo: pensieri che hanno abbastanza a che fare con verricelli e maldicenze, con bollicine d&#8217;aria nel cemento e spiegazioni inascoltate, con incomprensioni e cappi intorno al collo, con metodi massonici e cambiamenti sociali repentini da parte di chi non ti conosce ma crede di sapere tutto di te, compreso che futuro ti meriti, ovvero di essere calato dall&#8217;alto in qualcosa di grigio e semiliquido, dove tu non possa mutare forma e dare spiegazioni, ma assumere la granitica certezza di una visione distorta. Ecco, lo so, prima di correre in bagno a tatuarmi sulla nuca il mantra &#8220;Move on&#8221;, prima di decidere ad andare avanti, l&#8217;unica cosa che mi permetto sommessamente di fare mentre mi calate dall&#8217;alto verso il basso, è guardare dritto di fronte a me, nel buio squarciaro dai subuffer e dai temporali di febbraio: al posto dei tralicci, vedo cani, torte al formaggio, tavole di compensato del Brico, buoni treno di Italo, guide turistiche, sedili reclinati, tre lettere dell&#8217;alfabeto, braccialetti gialli, il silenzio, le scuse, i televisori 7 pollici in bianco e nero. Tenetevi i colori, mentre mi tirate giù, prima o poi vi serviranno.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://attimo.ciccsoft.com/2013/02/03/le-conseguenze/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le canzoni che durano 22 minuti, le sedie che non arrivano a metà</title>
		<link>http://attimo.ciccsoft.com/2013/01/31/le-canzoni-che-durano-22-minuti-le-sedie-che-non-arrivano-a-meta/</link>
		<comments>http://attimo.ciccsoft.com/2013/01/31/le-canzoni-che-durano-22-minuti-le-sedie-che-non-arrivano-a-meta/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 31 Jan 2013 14:55:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Attimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Catene]]></category>
		<category><![CDATA[Linea d'ombra]]></category>
		<category><![CDATA[domino]]></category>
		<category><![CDATA[farfalle]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://attimo.ciccsoft.com/?p=1911</guid>
		<description><![CDATA[Quella cosa del battito d’ali di una farfalla e degli elefanti dall’altra parte del mondo che si rovesciano e delle foreste che deflagrano negli altri emisferi, è verissima, sicuramente, ma non sul piano geografico. Le farfalle colano come rivoli di &#8230; <a href="http://attimo.ciccsoft.com/2013/01/31/le-canzoni-che-durano-22-minuti-le-sedie-che-non-arrivano-a-meta/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Quella cosa del battito d’ali di una farfalla e degli elefanti dall’altra parte del mondo che si rovesciano e delle foreste che deflagrano negli altri emisferi, è verissima, sicuramente, ma non sul piano geografico. Le farfalle colano come rivoli di miele denso da un vasetto che si ribalta sulla scrivania di oggi, e scende sul pavimento fino ad arrivare sulle piastrelle fredde del bagno di una mattina dei mesi futuri. Appena sveglio, ti guardi allo specchio, e senti i piedi freddi, dolci e appiccicosi. Così impari a camminare scalzo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://attimo.ciccsoft.com/2013/01/31/le-canzoni-che-durano-22-minuti-le-sedie-che-non-arrivano-a-meta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
