Nivolet

Colle del Nivolet. Sabato di agosto, uno dei quattro-cinque giorni lontano dal computer che l’anno ti concede. Ad un certo punto della salita decido di lasciare l’auto e proseguire a piedi, mi sembra molto più onesto così. Salgo da solo fino a 2600 metri, in cima a un passo che non unisce ma divide, la strada infatti non è mai stata asfaltata sul lato valdostano così bisognerà poi tornare indietro. C’è abbastanza vento per farmi ricordare praticamente ogni cosa della mia vita. Poi arriva il momento di scendere, e quando penso che finora non ho incontrato nessun altro camminare da solo in montagna, incrocio per caso una donna anche lei silente lungo i tornanti. Racconta che è appena stata licenziata da un call center, che è mamma di una bambina con una malattia rara, che si è separata, che ci penserà a tutto, ma «dopo Ferragosto». Chissà se ha iniziato.

La pagina lenta delle foto lente, una delle poche cose che resistono, qui:

Colle del Nivolet 2017

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