Troppe scuse

Ho talmente tanta voglia di viaggiare, di muovermi fisicamente verso un altrove che non sia qui (un desiderio così scontato e maturo come mele dimenticate sugli alberi ammaccate dalla grandine, peraltro), che ho accettato di perdere mezzora della mia giornata in coda dentro l’Ufficio Anagrafe del comune in cui risiedo. Lì non avevo nessuno scopo, ma mi sono ritrovato in mezzo a persone provenienti da tutto il mondo: Cina, India, Sri Lanka, Moldavia, Polonia, e poi c’era l’italiano, come nelle barzellette, che ero io. Ho sorriso quando una neonata nata in Inghilterra ma residente in Italia, con padre italiano e madre polacca, si annusava con una bambina africana nata in Italia. E oggi il mio mal di testa non riesce a evitarmi la retorica del bene, di misurare lo spessore del vetro della porta automatica che separava l’interno dell’Ufficio Anagrafe che conteneva il mondo a casa mia dall’esterno, un porticato attraversato da tanti miei concittadini che non hanno mai visto una foto del mio presidente del consiglio con un profugo ma diverse con sportivi che hanno vinto delle coppe di argento. Un vetro di qualche centimetro a separare quello che non sappiamo da quello che non vogliamo vedere, e che nel frattempo è già accaduto, si deve solo svelare. Solo un’altra epifania che dimenticherò una volta che mi sarà passato il mal di testa, e sarà finita un’altra di quelle giornate iniziate davanti a un foglio excel, proseguite su una barca ad ascoltare assessori parlare di quello che è già stato fatto (e mai di cosa si farà), a scoprire dall’altra parte del fiume camerieri solitari che pescano in pausa pranzo tra le frasche, ad aiutare a sgomberare garage da vecchi cimeli di famiglia che fanno riemergere inspiegabilmente una teca contenente pagine consunte di un antico libro di medicina giapponese, dal sezionare il cv di una psicologa per impaginarlo adeguatamente, dal trovare il coraggio di fare certe domande, ed essere pronti ad accogliere tutte le risposte di questo mondo da cui sono separato soltanto pochi centimetri di vetro.

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