La finestra sul cortile

Non riesco a sentire il rumore dei miei pensieri. Di tutte le tragedie del mondo, questa mi sembra la più significativa nella giornata di ieri, di oggi e probabilmente di domani. Mi chiudo in bagno, e mentre sono seduto nella vasca con i rivoli d’acqua che scendono verso lo scolo come tutti i nostri proclami, osservo di fronte a me la finestra del bagno, spalancata a fine maggio, sebbene sia notte (sebbene sia maggio). Abito abbastanza fuori dalla città per godere di una quasi oscurità, così la finestra è piena di nero, su cui rimbalza il neon del bagno, più che un quadro di Magritte sembra una vignetta di un fumetto incompleta, ho disegnato tutto, riempito i colori a tutti i livelli, mi sono dimenticato della finestra, così ora c’è questo riquadro nero nella stanza, dove dovrebbe esserci la campagna, pesci che respirano nel canale, gente che porta a spasso il cane lungo i campi di grano, c’è soltanto una finestra piena di nero, e lì poi dovrei anche vederci il futuro, io ci vedo solo un grafico distratto con le palette dei colori.

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