Ha visto le stelle con le sue mani

In un periodo dell’anno, l’estate, in cui i discorsi delle cicale ci sembrano più convincenti rispetto a quelli degli esseri umani, il granoturco è alto quanto le persone, e quando ci passi di fianco ti viene quasi voglia di fermarti e provare a confrontarne l’altezza, tra te e le spighe, come quando da piccoli si veniva appoggiati contro il muro e si segnavano le tacche con una matita. E’ un periodo dell’anno, l’estate, in cui i campi di mais diventano padimetri dei nostri orizzonti, segnano le piene di cosa possiamo vedere e di cosa vorremmo vedere, e anche nella piatta pianura padana spuntano ostacoli visivi che innescano una pericolosa reazione: la voglia di scoprire che cosa c’è oltre.

Era da una decina d’anni che volevo scrivere di questa persona qui: continua su Listone.

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