Nessuna Isola è un Uomo

Annuso il mio ritardo sui tempi lenti, sulla lentezza, il rallentare, ci stanno già arrivando, lo stanno facendo proprio, presto da bisogno diventerà prassi, come ogni atteggiamento nuovo poi masticato. Se dieci anni fa da un concetto del genere potevo tirare fuori due o tremila superflue battute, oggi mi basta un like ben assestato per inquadrare la situazione. Ho svuotato lo zaino, prima, c’erano delle posate di plastica mai usate, un temperino, una matita consumata, dei fazzoletti, una caramella per la gola scaduta da un paio d’anni, due o tre fogli di qualche assemblea universitaria, una salvietta profumata al limone rubata a una sagra di Coronella l’estate scorsa, come si ruberebbero le viole dai giardini pubblici recintati, e un coltellino svizzero, lo stesso che usai a Monaco per tagliarmi la mia unica mela del giorno, di quel giorno dove più che sentirmi un’Isola, mi sentivo un papavero in mezzo a una golena annaffiata, dalla parte dell’argine dove bisogna salirci in bicicletta, o sfidando le ztl piazzate nel nulla, per scorgerlo.

Questa voce è stata pubblicata in 200X, Catene, Linea d'ombra e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *