Radicchio alla finestra

Ieri ero in macchina e ad un certo punto ho iniziato a smanettare con l’autoradio, per cercare la diretta del Concertone, ero in macchina verso le 19 e fuori faceva ancora buio, credo siano mesi che fuori faccia sempre buio nonostante io starnutisca regolarmente, e forse ormai sono solo io a sentire le stagioni, il tempo che passa, le cadenze e le scadenze, e gli altri là fuori evidentemente non le sentono più, le cadenze e le scadenze e lasciano che alle sette di sera ci sia ancora buio, quando ormai mancano soltanto 50 giorni circa e le giornate inizieranno già ad accorciarsi, e nessuno ci pensa mica, che rimangono soltanto 50 giorni circa e qui stiamo ancora a perdere tempo con la pioggia. Comunque, erano le 7 di sera e sapevo che Nori sarebbe dovuto salire sul palco del Concertone intorno a quell’ora, così almeno aveva scritto, e del Concertone Paolo Nori era l’unica cosa che mi interessava, non i gruppi, non le disquisizioni sul senso del Concertone, oggi, nel 2013 (ma il senso della pioggia, oggi, nel 2013, invece, ne vogliamo parlare?), mi interessava soltanto Paolo Nori, nemmeno la musica, dei concerti, ormai mi interessa, ed è così un po’ per diverse altre cose della vita. Dei giorni, mi interessa il cielo, perché fino a quando piove non posso tirare fuori la mia bici da corsa, e, del cielo, mi interessa quello che vedo quando vado in bici da corsa. Del lavoro mi interessa i soldi che mi servono per non pensare al lavoro, per andare molto lontano, o molto vicino, perché del mezzo, ecco, nel mezzo pare che non si sia nessuno di interessante, e non nel senso egotrofico del termine, ma nel senso tutto grammaticale del verbo ‘interessare’, nel mezzo pare che nessuno si interessi, e che l’interessante sia molto vicino, praticamente attaccato, o molto lontano, praticamente dietro l’orizzonte. Ed è così per tutto il resto, del resto mi interessa la parte infinitesimale, o quella macroscopica, dei giornali, mi interessa lo scrivere, e non i giornali, della musica, mi interessa quella che mi fa smettere di starnutire in primavera, della primavera, mi interessano i pollini, e non il risveglio, ché io riesco a svegliarmi solo d’estate. Dell’estate, mi interessano i treni da prendere, e non le vacanze, delle vacanze mi interessa sapere quando torno, e di quando torno, mi interessa sapere quando potrò leggere gli articoli che seleziono dai giornali stampati con una laser in bianco e nero. I miei articoli sono il radicchio di sera di Paolo Nori, che alla fine non sono riuscito a sentire, ieri sera, ed era l’unica cosa che mi interessa del Concertone, del Primo Maggio, e un po’ di tutto il resto.

Qualche giorno fa mi è capitato di parlare in pubblico, una cosa che ovviamente odio fare, specie quando non ho molto da dire, e ad un certo punto ho detto qualcosa tipo “e poi abbiamo una redazione di circa 24 elementi”, mi sembrava una precisa quanto onesta affermazione, invece a lato mi hanno subito bonariamente preso in giro, “circa 24, eh”, e io non ho potuto fare altro che ribadirlo, “sì, circa”, e più della precisione mi sembrava contasse l’onestà, ma non quella morale, ecco, figuriamoci, non abbiamo la primavera pretendiamo di avere l’onestà morale? No, mi riferivo all’onestà delle intenzioni, quanto meno, e io non ero lì a parlare in pubblico per professare sicurezze, e mi sembrava l’unica cosa da fare, precisare che sono circa 24, gli elementi, mi sembrava la migliore delle presentazioni. Dei magazine online, a me, interessa il circa, e del parlare in pubblico, a me, interessa tacere. E della Lessinia, a me interessa la cava di pietre che si è mangiata la montagna, come un ginocchio sbucciato. Del verde, mi interessa la parete erosa dalle lame, e le pietre sezionate riposte di fronte a quel gesto così violento ma così mansueto, accettato, ecco, quella montagna mangiata transennata, regolamentata da regolamenti del cantiere appesi alle inferriate come suore di un ospedale in corsia. Di tutto il resto, mi interessa quello che sembra violento, e viene concesso, stabilito, pianificato, ingabbiato, e infine da me fotografato. Mi interessa che se mi mettessi io, o te, o chiunque, a tirar via sassi dalle montagne, arriverebbero gli elicotteri e gli alberi si metterebbero circa a piangere.

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Una risposta a Radicchio alla finestra

  1. Alessandra scrive:

    Quella cava fa impressione.

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