Mi sento le scarpe pesanti, molto pesanti, e quindi come Desmond scendo dentro la botola, cerco il libro dove ho nascosto la foto di Penny e tiro fuori la chiave. La mia chiave dentro il libro si chiama bicicletta, la mia bicicletta rossa con il nastro adesivo sul manubrio, e ora che ho le scarpe e le mani e il cuore molto pesanti ne avrei davvero bisogno. Apro la porta della rimessa, e non la vedo, la mia bici rossa. Vedo solo ragnatele, plumini, e carriole. La mia bici rossa, la mia chiave nascosta dentro il libro, l’ultima arma finale per salvare l’Isola, è sommersa dalle carriole.
Ho smesso di pedalare e non ne ricordo nemmeno il motivo. Ho lasciato che la mia bici rossa venisse sommersa dalle cose che non mi appartengono. E sopra di me un sole impietoso, chè sembra di essere nel futuro, ma non troppo lontano, senza astronavi o pre-cog, no, un futuro abbastanza vicino, tipo il 2020, con un sole ancora più luminoso e impietoso di adesso.


Ah la bici rossa! Ragnatele e polvere ma se guardi bene ci sono ancora le gocce di sudore dell’anno passato!
che poi ad aprire quella porta a me è venuto un colpo al cuore. la bicicletta riuscivo a vederla e non ho esitato a salirci su.
non devo regolare nulla. non sono cresciuta, mi son detta.
cadere di lato sull’erba mi è piaciuto. ridevo e non ricordavo quanto mi piacesse il contatto diretto con la pelle. è bello.
Starnutire, e non per l’allergia.
prender freddo. si è cagionevoli, qualche volta.
o allergici a quello che respiri dentro, e non fuori, anche, ripensandoci.
non è il massimo respirarsi dentro. siamo marci. e le cose marce non sono belle da respirare. non se ne uscirebbe più, poi.
Non a caso la vita sociale dei miei polmoni è un attimo contratta.
me li immagino strozzati, quei polmoni.
Seduti davanti al camino con la coperta sulle gambe.
reminiscènza.
Camino spento, peraltro.
alcune immagini diventano più chiare così. il fuoco crea ombre sui volti che quasi sono irriconoscibili. e allora meglio una lucina flebile.
ma magari sbaglio. non mi sorprenderebbe.
Il fuoco brucia, l’ombra conserva la cenere. Non me ne intendo molto di entropia (pur praticandola), ma non mi sembra abbastanza oliato, come meccanismo. E infatti.
il fuoco brucia, l’ombra conserva la cenere. se poi la cenere entra nei polmoni, logico si sentano strozzati.
Devo aprire le finestre?
forse sarebbe meglio.
vuoi aprire le finestre?
voglio respirare, tutto qui.
sarebbe meglio aprirle allora.