Selezione all’uscita

Ieri ho visto forse uno dei posti più meravigliosamente abbandonati e surreali del nord italia. Usando la torcia del mio Nokia per farmi strada. E poi mi sono messo a badare alla sicurezza, e la prima canzone che ho sentito dell’anno nuovo mi pare proprio che fosse Sprawl 2, e ho saltellato in un locale ancora semi vuoto come fossi Règine, cercando di convincermi di non essere stupido.

Me lo ripetevo: saltella senza sentirti stupido. Saltella senza sentirti adolescente. Saltella senza sentirti uno che saltella. Saltella come se gli Arcade Fire fossero una cosa troppo bella per permettersi di essere preoccupati della realtà.

E poi ho fatto selezione all’ingresso, ed era una cosa molto buffa, io, che faccio selezione, quando io faccio sempre entrare tutti quanti, invece. E sono stato in piedi 12 ore di fila, e sono andato a dormire in una mansarda sprovvista di internet e mi è mancato l’ossigeno. Me lo ripetevo: dormi senza avere bisogno di ricordarti quanto sei incompiuto. Dormi senza avere bisogno di ricordarti quello che ti stai perdendo. Dormi come se Verona fosse una cosa troppo bella per permettersi di essere preoccupati della irrealtà.

E prima di ritornare, guardare Verona dall’alto, in silenzio, con una kodak usa e getta nella tasca interna del giubbotto, e la mano per coprire il sole, e non avere più bisogno, per i prossimi cinque minuti, di essere preoccupati.

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3 risposte a Selezione all’uscita

  1. verdeanita scrive:

    se avessimo avuto una torcia seria, invece che la tenera luce dei nostri nokia, saremmo potuti andare più avanti. forse bastava avere solo un po’ meno paura (ma c’era troppo, troppo buio).
    grazie ancora per l’aiuto e a presto,
    Anita

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