She run run run

E ti rimbomba in testa, ancora, questa cosa qui:

Mentre sei stanco, mentre estrai la salvietta in bagno, mentre guardi le foto su Facebook, mentre torni a casa dopo una giornata fuori, mentre fai le rotonde contromano, mentre lasci finire di parlare le persone, mentre le interrompi, mentre eviti di dare spiegazioni, mentre ti difendi, mentre accusi, mentre allarghi le braccia, mentre prendi fiato in via Amendola, mentre ti perdi dietro lo stadio, mentre fai zigzag verso San Zeno con la bici, mentre scrivi con l’asfalto usando il tuo sudore come inchiostro, mentre non finirai mai in tempo quel libro, mentre non hai più nessuna voglia di finirlo, mentre dai della troia a chi se lo merita, mentre decidi chi si merita cosa, mentre tutti ti fanno paura, mentre fai paura, mentre smonti in dieci minuti le certezze altrui acquisite in settimane, mentre ordini una Tennent Super, mentre sbirci al tavolo di fianco, mentre il tavolo di fianco origlia le tue confessioni, mentre risparmi credito sul cellulare, mentre rubi minuti al sonno, mentre ti arrendi, ogni quarto d’ora, mentre ricevi complimenti dopo aver compiaciuto il destinatario, mentre compiaci, mentre non piaci, mentre ti piace, mentre non ti piace più, mentre impari a dire le cose, mentre rispetti, mentre non hai nessuna voglia di scherzare, mentre porti via il pallone, mentre ti guardano incarogniti, mentre fanno finta di nulla, mentre fai finta di nulla, mentre questa volta basta, mentre la gente scompare, mentre stai sulle palle, mentre stai sulle spalle, mentre hai le spalle pesanti, mentre hai smesso di contare i giorni consecutivi in cui avevi mal di testa, mentre chi si preoccupa per te, mentre chi si dimentica di te, mentre chi si preoccupa soltanto di una cosa, mentre senti tutti, li senti tutti, senti tutte quelle voci, in continuazione, in continuazione, ripetere tutti la stessa cosa.

Ti rimbomba, sempre, questa cosa qui.

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Una risposta a She run run run

  1. ME scrive:

    che poi come glielo dici che guarda, ti ricordi quando mi hai scritto del cane?
    proprio quel giorno che mi hai scritto del cane, io guardavo dalla finestra e non vedevo niente, il cielo è sempre troppo bianco qui,
    io guardavo dalla finestra e pensavo che devo dire basta, come la mia maglietta, come la bambina che urla, come le preghiere.
    Basta, come le preghiere…
    E certo non lo può capire, certo lo può capire, l’ha già capito, che devo solo dire basta.
    e invece guardo fuori dalla finestra, il cielo che è ancora troppo bianco, e il tetto troppo umido, e il vento troppo freddo, e i miei capelli troppo bagnati.
    Asciugati i capelli, però.
    Non li tagliare troppo, però.
    non li tagliare troppo.
    Mi piaceva stare in macchina e toccarti i capelli.
    non li tagliare troppo. me lo voglio ricordare. il tuo dito rotto e la tua depressione bipolare, le cose che non sono immobili, che non cambiano mai. la sabbia di quel giorno a ostia e i superalcolici sul lungotevere.
    me lo voglio ricordare.
    il palazzo dell’Eni, il lago artificiale, le luci dell’Eur, noi che potevamo non essere.
    noi
    che potevamo
    non essere.

    I don’t care if it hurts
    i wanna have control
    i want a perfect body…
    i want a perfect soul.

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