Cose semplici e banali / 6

I profili Facebook di certe persone (non il mio, ormai in disuso) sempre più infestati e illeggibili.

I treni che non si fermano alle stazioni e non rispettano il rosso, e allora devono tornare indietro e tu ti chiedi come facciano a tornare indietro se la locomotiva sta davanti.

Le telefonate ad alta voce che non c’è nemmeno bisogno di origliare e senti tutta la fermezza di un inglese migliore del tuo, e vorrei  vedere, stage ed esami e disposizioni e documenti, tutti preparati come fosse la guerra di Crimea o l’assalto definitivo (decisivo), con una faccia ingrugnita un’espressione così concentrata, ma così concentrata… “Io non mi concentro così dalla maturità”, dici.

Quella sensazione di fastidio per chi va alla vita come si va alla guerra.

Quella voglia di abbracciare Napolitano quando dice “Vede Frizzi”, il nostro Risorgimento è praticamente tutto lì.

Quella voglia di guardare all’insù mentre passo di fianco al Comunale che ha le finestre illuminate a tricolore.

Quella fierezza che so solo io, per quel Comunale e per tante altre piccole cose.

Quella fierezza che ti serve alla fine non per sentirti italiano, ma per dimenticare, non farci caso. Italiano fino al midollo.

Il risotto gamberetti e rucola e la mozzarella in carrozza quale errore strategico della giornata.

Quel libro che hai iniziato a leggere troppo tardi.

Questa voce è stata pubblicata in 200X, Asfalto, Catene, Itaglia e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a Cose semplici e banali / 6

  1. fede scrive:

    che libro è?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *