Non è mai stato alle Maldive

E avrebbe tanto tanto bisogno di una nuova stagione di Lost, di Jack che si incaponisce in qualcosa, di una tuta della Dharma, e avrebbe tanto tanto bisogno di una balaustra fredda su cui appoggiare il mento ascoltando i Notwist, e avrebbe tanto bisogno di una maglietta grigia da strizzare con le mani saltando per gli Arcade Fire, avrebbe anche bisogno di più soldi, più spunti per attaccare conversazione, più portatili, più tempo, più sole, meno fango, più neve, più cene, più autostrada, più ironia, più dolcezza, più menefreghismo, tanto menefreghismo, più uffici isolati, più libri da studiare, più libri da stringere al petto, più capodanni a tema, più contratti in scadenza, più mesi sabbatici, più lingue da imparare, linguaggi da imparare, programmi da imparare, più cose da imparare e meno, per favore meno cose da improvvisare, da tergiversare, da rimandare, da concludere in fretta, più concerti che inizino in orario, più muscoli nelle gambe e meno dentro al petto, più amici che restano e meno che se ne vanno, più scarpe e meno pantofole, più involtini primavera e meno stracciatelle autunno, più silenzio più silenzio più silenzio e meno striscioni sgrammaticati nei boschi, più Paolo Nori, più giornali più riviste più mensili, più code all’edicola e meno sui binari, più carta da regalo, più Massimo Volume, più Canadians anche, via, più nozioni di statistica e meno di filosofia, più nozioni di calcolo delle probabilità e meno di semiologia, più Berlino più Bologna più Ferrara, anche (più di così?), più ore di sonno, più certezze e più incertezze, anche, tutte insieme, così si annullano e rimaniamo in piedi, più cappuccini alle macchinette sui binari, più vagoni di prima classe declassata a seconda, meno treni cazzo, per favore meno treni e più case da arredare, caffè da imparare a fare, più tempo per studiare, sì, di nuovo, più canzoni degli anni zero che almeno le conoscevo e meno canzoni degli anni Dieci che invece chi le ha mai ascoltate, più silenzio meno polemiche, più relativismo e meno fatalismo, più lettere di carta e meno mail, più canzoni da scaricare, più parentesi da allargare, da stirare, da bucherellare, e farci stare finalmente tutto, o una cosa soltanto, o una persona soltanto, magari facciamo due, se non altro per reggere entrambe le povere (?) parentesi che per costituzione tendono a flettersi.

Invece niente, niente di tutto questo, e soltanto cene a sorpresa organizzate per l’anniversario dei  genitori cui al sabato urli in faccia e al lunedì prenoti un tavolo per trentacinque anni di matrimonio, che se glielo chiedi, nemmeno se li ricordano, i trentacinque anni e l’ultima volta che sono usciti a cena e l’ultima volta che hanno fatto di conto.

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2 risposte a Non è mai stato alle Maldive

  1. Mattia scrive:

    Le Maldive dovrebbero essere un bel posto. C’è un gran mare.

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