Gli aquiloni ridono

Senza mio padre che lo mangia lentamente e con metodo come neanche il più goloso dei bimbi timidi, col cucchiaino troppo piccolo nella mano troppo grande, questo dolce chimico da discount non sarebbe un tiramisù fatto con uova raccolte alla mattina.

Senza un panzuto meccanico con le mani sporche di grasso e i pantaloni blu slavati pure e il berretto in testa e la barba sfatta di tre/quattro giorni, a porgere la bicicletta alla mamma pendolare che sembra ancora una studentessa universitaria alternativa fuori sede, il parcheggio custodito delle bici di fianco alla stazione non sarebbe il gesto più carino che mi sia capitato da vedere in questa città da anni.

Senza quattro persone che delirano di ponti e fiumi e canali scavati nell’indifferenza del cemento, quella pasta stracotta e incollata al piatto non sarebbe stata un progetto semi delirante che forse mai si realizzerà ma intanto è bello perdere tempo, ogni tanto, senza prendersi troppo sul serio.

Senza i sorrisi scritti con la pioggia sulla sabbia di Jonsi, quel bagno con lo scarico rotto e la carta igienica finita senza finestre del Regionale Vivalto Venezia-Bologna non sarebbe un buco spaziotemporale attraverso il quale vedero il misero presente e un futuro quasi imbarazzante, da quanto sembra inverosimilmente sereno.

Senza te che mi reggevi in mano la mozzarella di bufala nonostante le buche nonostante la velocità nonostante ti avessi fatto male giusto un attimo fa, quel latticino gocciolante comprato in un centro commerciale di fianco ai lidi più tristi dell’Adriatico non sarebbe stato il momento in cui abbiamo capito di volere entrambi la stessa cosa.

Sono le persone, che riescono a fare ridere gli aquiloni. Disegnandoci sopra due occhi, un naso una bocca, e facendoli impigliare tra le foglie degli alberi. Magari soffrono pure il solletico.

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2 risposte a Gli aquiloni ridono

  1. Me scrive:

    è molto bello.
    tutto questo.
    e molto triste anche.
    o forse non molto, solo un pò.

    e senza le persone?
    e senza le persone non possono ridere,gli aquiloni?
    senza le persone non possono neanche volare.

    E mentre mi fermo e guardo questa montagna immensa, che un’altra volta – quanto tempo è passato? è poco…è ancora troppo poco che si è sciolta…- si riempe di neve, penso al mondo intero e curvo.
    Al mondo senza le persone.
    Gli oceani, i deserti, foreste selvagge e tanto fitte da restare al buio.
    spazio.
    spazio e tempo.
    infinita quiete.
    amenità.

  2. Attimo scrive:

    è triste quando le persone non si accorgono di essere persone, e si credono altro: eroi, vittime, oggetti, fantasmi, attori, molestatori, strumenti, soprammobili, ecc.
    Senza le persone chi farebbe volare gli aquiloni?

    Già nevica, e non ci siamo ancora dimenticati che caldo faceva.
    Il mondo senza le persone non saprebbe nè ridere nè piangere, nessuno gliel’avrebbe insegnato.

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