Love is a lie

pinocchio

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11 risposte a Love is a lie

  1. Alessandra scrive:

    già. è probabile 🙂

  2. Locataire scrive:

    è da un po’ che voglio rispondere. lo faccio adesso. spero di no. non può esserlo sempre. altrimenti la vita sarebbe davvero davvero schifosa (ed è già molto vicina al concetto di schifoso schifoso, scritto non una, ma due volte. le parole non sono ambigue, lo sono solo se lo vogliamo noi).

  3. Me scrive:

    Non proprio, non è una bugia…è una leggenda, non è che sia tutto inganno, nelle leggende…
    L’amore mescola le carte, prende qualcosa qui, qualcosa lì, rielabora…spezzetta tutto e ricompone in forme nuove, travolgenti, seducenti, dolorose…spezzetta tutto e si alza dai detriti nuovo, puro, coperto d’incanto…Leggendario, appunto.
    L’amore è una forma d’arte:
    bisogna esserci portati, risente delle mode, a volte è pura banalità.

    “Originale è tornare all’origine”
    (gaudì)

  4. Attimo scrive:

    L’amore è omertoso, l’amore è come le facce dei vicini di casa intervistati dall’inviato del telegiornale il giorno dopo un massacro in famiglia: “Era una persona così a modo, era un ragazzo davvero eccezionale”. “Ci salutava sempre”. L’amore è una faccia attonita di fronte a un ripetitore montato su una casa, e dietro l’aereo che si alza in volo e tu aspetti di deglutire il succo di arancia rossa fino a quando non è scomparso dalla visuale della finestra. Non è una bugia, è un non dire tutta la verità. E’ crearsela, la verità, a propria immagine e somiglianza, e poi venerarla, insultarla, ripudiarla, riprendersela in mano. L’amore è l’ultima immagine che ti rimane impressa in un posto, che finisce per cancellare (o meglio, è come una passata di vernice bianca annacquata sopra, sotto vedi tutto) le milioni di altre passate: un ripetitore di cellulari montato su una casa a poche decine di metri di distanza, che ti fa guardare il cellulare per vedere se ha cinque tacche, e poi finisci per mandare un sms, non richiesto, una risposta a una domanda mai formulata. Non è bugia, l’amore, ma crea bisogni non essenziali, che finiscono per diventare dipendenze. E’ dipendenza: tu hai bisogno di me, e io di te. Eppure si sopravvive, sempre, lo stesso, anche se. Leggenda? Magia nera, forse.

  5. Me scrive:

    oh si, magia senz’altro.
    La mia breve non era detta in termini di mistica esaltazione.
    Era per dire che altro è l’accadimento, altro il racconto.
    E che i racconti sanno essere belli, finti, salvifici e rovinosi…
    Leggenda o magia, il fatto certo è che ci vuole moltissima fantasia per inventare, e credere, tanto all’una quanto all’altra…
    e cosa resterebbe del mondo, senza la fantasia?
    Non ricordo dove ho letto che se pensiamo abbastanza a qualcosa quel qualcosa esiste per il fatto stesso di essere pensato, così in definitiva tutto ciò che non esiste è ciò che non abbiamo desiderato abbastanza…
    bicchieri pieni, vuoti, crepati.
    e questo parlare -male, per carità, male- dell’amore, e la testimonianza di come, nonostante tutto, sia un’idea più ricorrente di quanto si vorrebbe.

  6. Me scrive:

    p.s. e sulla verità…quanto a lungo si potrebbe parlare della verità?!

  7. Attimo scrive:

    Quella citazione, sul fatto che se qualcosa non accade è perché non l’abbiamo desiderata abbastanza, campeggia timidamente nella colonna di sinistra di questo blog, in basso… L’ho messa lì quando ancora il concetto di Desiderio aveva un potere su di me, oggi invece lo guardo e sorrido, e nemmeno amaramente, come si potrebbe pensare. Ma a parte le divagazioni, la fantasia è l’espressione (anche, non solo ovviamente) delle nostre pulsioni, e sì, ne serve a secchiate per credere l’una all’altra (la Fiducia è pericolosa), ma nemmeno così tanta, a volte. A volte è quasi necessario, credere l’una all’altra, e la fantasia diventa la certificazione di quello che stai cercando: fantasiE, appunto, fantasie che si concretizzano e ti ricordano, molto banalmente, perché siamo qui. Perché sono qui a digitare, sono qui a ricordare, sono qui a fare refresh su una pagina di una compagnia aerea, perché sono qui ad ascoltare un cd arrivato per posta un giorno prima, che uno dice, è in anticipo, e invece no, invece forse è in ritardo. Voglio dire, non si può parlare ‘male’ dell’Amore, ma non perché sia bello, o brutto, o cattivo o buono, l’Amore non è che sia anche (o soprattutto?) uno strumento (e non guardarmi storta, l’accezione della parola non è negativa, è neutra…) per conoscere un’altra persona, prima ancora che sostanza, che soggetto e oggetto da bramare, da proteggere, da innescare? Di cosa abbiamo bisogno? Di amare, dicono. Io dico: di conoscere persone. Non tante, nemmeno poche: di conoscere le persone ‘giuste’. E tra quelle ‘giuste’ (anche qui, nessun giudizio morale) ci sono quelle stronze, ci sono le donne e gli uomini della tua vita, ci sono persone di passaggio. Giuste nel senso che ti lasciano segni. Ed è in quei segni che scorre la tua vita, che ti piaccia o no. Io non voglio più (lo volevo a 18 anni, ora anche basta, direi…) l’Amore. Io voglio le “persone”. E l’Amore è quella cosa che me (ce) le fa incontrare. Tutto qui. Questa è una mia piccolissima ‘verità’. E qui si aprono non parentesi, ma voragini.

  8. Me scrive:

    buffo…che la frase non l’avessi letta qui, ma sulla costa di un libro, episodo mentale che alla fine ho rintracciato.
    già che tu sappia cosa vuoi mi pare un grande inizio.
    Tanti auguri.

  9. Attimo scrive:

    non è così rilevante sapere cosa si vuole, nè sono certo di saperlo, anzi 🙂
    grazie, cmq (quale libro?)

  10. Me scrive:

    il titolo te lo saprò dire domani. quando tornerò nel negozietto dei libri usati di via san martino, e ritroverò sullo scaffale il libro in questione.
    forse no, non è così rilevante.
    e chiudo qui dato che altrimenti troveresti da puntualizzare su qualunque altra cosa decidessi di scrivere.

    cmq non c’è di che.

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