The sob-urbs

Oggi in pausa pranzo nella tristissima mensa aziendale, mentre gli altri parlavano in dialetto veneziano stretto, io affogavo nell’olio insipido le carotine tagliate a cubetti (cristo, a cubetti) ma soprattutto canticchiavo molto sottovoce questa cosa qui, degli Arcade Fire:

E poi anche in treno la canticchiavo, mandandola in repeat quella decina di volte, quel tanto che (non) basta. Pensavo che ho voglia di comprarmi dei cd originali, un gesto molto naif e significativo, quasi a voler dare peso, a certificare la bellezza, a sottolineare cosa è importante da cosa non lo sia. E Funeral è importante, è la vita che vorrei, perfetta, esattamente così urgente e con quei muri da scalare a mani nude e i tunnel da scavare a mezz’aria e poi fiondarsi giù (LIES LIES). E anche Neon Bible lo è, con i tubi degli organi dentro cui soffiare fino a perdere i sensi per la disperazione, per il mio corpo che mi ingabbia, per tutta la paura il disgusto l’angoscia che si affaccia ai davanzali delle mie finestre, per quel mare nero di notte che sembra un oceano di rumore, e non si chiede aiuto, l’aiuto arriverà da solo, in qualche modo, sai la provvidenza.

E poi c’è The Suburbs, un album che non è per niente come volevo io, non è urgente, cristo, è pacato, mite, calibrato, dosato, orchestrato. Disco dell’anno. E ho una voglia pazzesca di sentirlo su cd, con un impianto decente, ché mi si sono fottute ormai tutte le casse dell’autoradio, le cuffiette del lettore mp3, ho soltanto voglia di mettermi a fissare un impianto stereo grande come il mare seduto su un tappeto lungo come una spiaggia, e premere il tasto repeat su questa canzone, e su tutte le altre che la precedono nell’album, e sono sicuro che così mi piaceranno, le capirò se inizieranno a piovermi addosso da tutte le parti a volumi improponibili e adeguati cose come questa, la fine del disco, la parte migliore:

If I could have it back
All the time that we wasted
I’d only waste it again
If I could have it back
You know I’d love to waste it again
Waste it again and again and again

I’ve got to ask
Sometimes I can’t believe it
I’m moving past the feeling again
Sometimes I can’t believe it
I’m moving past the feeling again
Sometimes I can’t believe it…

Questa voce è stata pubblicata in Forzalavoro, Musica e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a The sob-urbs

  1. Alessandra scrive:

    molto bella. troppo breve.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *