Primavera coraggio, riposati

Volevo scrivere qualcosa su quel tipo di persone che si stanca della gente, che ogni tanto la mette via come si può mettere via un giocattolo, e magari lo ritira fuori dopo anni o dopo giorni soltanto perché gli è venuta nostalgia non del giocattolo in sè, ma di quando era giovane. Poi però sono rimasto a fissare la tastiera per una buona mezzora, qui, seduto soltanto in mutande e incapace di andare a letto, nonostante stia crollando dalla stanchezza.

Volevo provare a raccontare che stasera a cena mi hanno guardato stupiti perché mi è scappato il termine ‘ostracismo’, non ho fatto apposta, ho provato a ricordare loro che io sono quello che guarda Lost, la Schiavone in tv, non si ricorda le citazioni, ho provato a dimostrargli che sono commerciale e non intellettuale, ma non credo di averli convinti.

Volevo anche parlare dell’angoscia quotidiana che mi regala internet, una certa parte di internet ecco, che prima o poi si ripropone un po’ come un pianto di lenticchie mal digerito.

Volevo poi scherzare sul fatto che mi han detto che son troppo retorico, sia che debba mandare un sms di ringraziamento oppure annunciare una cosa bella con un post, evitiamo di scivolare nella retorica, e mi sono così trattenuto, perché per non essere retorico mi devo trattenere, boh mi viene naturale, usarle le parole, perché non dovrei? Bisogna sempre agire per sottrazione, come spiegava quel pubblicitario così ‘smart’ l’altro sabato a Ravenna. Agire per sottrazione, togliere invece che aggiungere, fare un passo indietro invece che un passo avanti. Così agisco per sottrazione, scrivo un post asciutto invece che bagnato, evito di parlare di tutte le cose sopra citate, evito di insultare personaggi che si ricordano di me solo quando ne hanno bisogno. Che poi “sembro rassegnato”.

Che poi mica guardano ai gesti che fai, ai silenzi e agli sguardi, agli invii e alle scelte, rimane sempre impresso solo il suono della tua voce, le parole le parole le parole, quelle fottute parole che non mi lasciano in pace, che addirittura vado a cercare per stamparle poi su un foglio da distribuire in 500 copie ad altrettanti sconosciuti che francamente non avvertivano poi l’esigenza così impellente di leggerle. Perché ti bruci i soldi così, mi ha chiesto con la consueta schiettezza L, e io le ho detto perché volevo fare una cosa bella.

Ma poi mi accorgo che non volevo fare un bel niente, e invece vorrei tanto essere fatto. Essere fatto di. Essere fatto da. E’ buffo che vengo spesso accusato di voler interpretare i pensieri altrui, di anticiparli e di conoscerli, e poi finisce sempre che è proprio la gente a non credere semplicemente a quello che gli dico. Alle mie parole. Così fisso la tastiera per mezzora, nudo in camera mia, dopo aver pedalato senza mani allargando le braccia, e le allargo le braccia, se mi metto in piedi e le allargo quasi arrivo a toccare contemporaneamente le due estremità di camera mia. Fate un po’ come volete, pensate pure che gli amori svaniscono, che sono polemico, che sono intellettuale, che sono prevenuto e che penso male, che sono polemico e che “anche tu non l’hai fatto” (cit. da stasera, per ricollegarmi all’inizio del post). Che poi, diciamo la verità, non frega un cazzo nè a me nè a voi di tutto questo.

“Di che cosa stiamo parlando”, mi capita spesso di sbottare con questa frase ultimamente, ultimamente sono diventato un po’ Morettiano, quello di Aprile però, quello che alla fine gli capita pure di girare per Roma in Vespa senza mani a gridare “tre chili e mezzo”, epperò io mica ho fatto un figlio, io la cosa più bella che ho fatto è stata comprare una spilla rossa a 2 euro da appendere ai miei jeans.

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Una risposta a Primavera coraggio, riposati

  1. Alessandra scrive:

    ho solo una cosa da dire: sii quello che sei. gli altri non hanno il diritto di scassarti le p*** o di dirti come dovresti essere. sii come ti pare. usa tutte le parole che vuoi e pensa pure male degli altri e fai il prevenuto. eccheccacchio! la vita è tua. i soldi pure. retorici sono gli altri, sempre pronti a puntare il dito e a farti notare quello che secondo loro ci sarebbe da cambiare.
    le cose succedono quando sei pronto a farle succedere. non sarà mai il giudizio degli altri, e nemmeno il consiglio, a darti davvero una mano. le cose dentro di noi prendono la giusta piega quando il tempo arriva. non prima. non dopo.

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