Ricordati di prendere le medicine

E adesso cosa me ne faccio di una scatola di Eutirox comprata mentre tu dormivi e io ero uscito di fretta pensando che se non lo prendevi avresti potuto andare in shock anafilattico?

Si diventa più cinici a prenderlo tutti i giorni? Fa male se ogni tanto lo sciolgo nel latte al mattino così per tutta la giornata mi circoleranno in corpo i tuoi stessi enzimi e magari forse potremo sovrapporci finalmente e verrà fuori un’ombra cinesa unica e non tante mani che si agitano come falene notturne?

Oppure l’eutirox si mastica e si fanno i palloncini mentre si cammina sui viali che hanno perso le foglie, che già erano state perse dagli alberi, le foglie che ti ho messo dentro una scatola per nascondere un diamante di carta che credo incornicierò e appenderò in camera al posto della laurea in ingegneria. Laureato in amore?

Mi riscriverei volentieri da capo all’università, tornerei volentieri indietro per ridare tutti gli esami e sbagliarli apposta per poter di nuovo ristudiare con te sulle panchine di Arezzo mentre ti spogliavo e ti mordevo le orecchie. Mi farei bocciare all’esame di ammissione per avere un anno intero per aspettarti con la curiosità di risentire di nuovo il suono della tua voce mentre dici “non credo”.

Oppure potrei fare una collanina di pastiglie di eutirox ma lo so che non ho forza di volontà e inizierei a mangiucchiarmele e alla fine attorno al collo mi rimarebbe solo un filo bianco con cui annodare le tue confezioni di shampoo e balsamo e farle galleggiare nella vasca mentre faccio il bagno da solo al posto delle paperelle gialle.

Non so proprio cosa farci con questa scatola di Eutirox praticamente mai usata, simbolo di un’emergenza affrontata col fiatone quando bastava semplicemente soffiarti in bocca un po’ di saliva, come vetrai di Murano, gonfiarti un attimo, sbavarti nell’esofago e farti assimilare un po’ di miei enzimi, oppure ormoni, ho le idee un po’ confuse al riguardo. Sicuramente quando mi svegliavo al mattino e ti ritrovavo in camera mia, fame ne avevo moltissima e quindi erano sicuramente in circolo. Ti vanno un po’ di miei enzimi? Che io a digerire non ce la faccio più e ormai il cibo e le ore si adagiano ai bordi delle pareti intestinali, come due ali di folla che lasciano libero il passaggio con rispetto al corteo dei funerali laici di tutto quello che poteva essere.

Non si vede la fine della coda.

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