Amorsi

Bisognerebbe essere umili con l’amore. Bisognerebbe accogliere sempre in casa le cose belle, come quelle brutte. Bisognerebbe guardarle, dare dignità agli eventi della vita. Bisognerebbe saperle prendere, le persone, le situazioni, le circostanze, senza strattonarle e piegarle al nostro volere. Siamo talmente superbi, da pretendere di costruirci noi il nostro mondo, le nostre vite, i nostri dialoghi, con le nostre parole, i nostri atteggiamenti, i nostri colori e i nostri suoni. Siamo talmente superbi e nient’affatto umili con l’amore, le cose belle e le cose brutte, con le persone, che dovremmo trattare come si trattano gli animali: senza chiedere loro di parlare, senza nascondere loro ciò che siamo, senza interpretarli o accusarli.

Bisognerebbe essere umili e aprirsi un ombrello quando piove, senza voler per forza bagnarsi, e lasciare che l’acqua  ci cada sopra e ci scivoli ai nostri lati. Quell’acqua è l’amore, la vita, le cose belle e brutte. Che vanno rispettate in quanto tali, in quanto “esistono”. E’ tutto molto più semplice di quanto vogliamo credere, perché ci fa comodo credere il contrario: ci fa comodo sverginare noi per primi la vita, le cose belle e le cose brutte, per soddisfare la nostra voglia di mettere la vita, la nostra, al posto della vita in sè. Chè è già grande e piena e infinita per accogliere tutto quanto di cui abbiamo bisogno o che odiamo. Io penso sia soprattutto una questione di umiltà, di non saperci prendere per quello che siamo, perchè abbiamo bisogno di essere altro, di essere noi, invece che di essere e basta, che è già faticoso di per sè. Le cose belle e brutte accadono non perchè l’abbiamo deciso noi, noi con i nostri sensi di rivalsa verso chi ci ama e le nostre attrazioni verso chi ci ignora. Le cose accadono, ed è già un miracolo di per sè.

Bisognerebbe essere umili verso noi stessi anche, e non aver paura di fidarci dei nostri gesti, invece di credere ciecamente alle nostre parole, invece di consegnare noi stessi alla controfigura del mondo, la rappresentazione di noi stessi, marionette che si divertono a muovere esseri umani. Le cose accadono, e molto spesso il perché non esiste: il perché sono le cose stesse. Sta a noi chiudere gli occhi o meno.

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Una risposta a Amorsi

  1. Alessandra scrive:

    forse hai ragione: è più facile di quel che crediamo. ci complichiamo troppo la vita, invece di viverla e basta, di essere quello che siamo. esseri umani. hai ragione. è un bel pensiero, un bel proposito, quello di smetterla di cercare di essere altro. però, credo che non sia realizzabile. non quando si vive in società come le nostre, globalizzate, iper-connesse col mondo, continuamente sottoposte al giudizio dell’altro. la nostra cultura, la nostra politica, la nostra economia non possono fare a meno di soffocarci perchè ormai fanno parte di quello che siamo diventati. e dal grande, tutto questo ha ripercussioni sul piccolo, all’interno dei nuclei familiari, nelle scuole, fra amici. vorrei, dal profondo, che l’amore bastasse. ma non basta. la storia dell’uomo lo rende evidente. siamo così affascinati dal dolce cagnolino che ti ama incondizionatamente…e indugiamo in quell’amore…è bello quell’amore. un cane, a differenza dell’uomo, non può essere malvagio, non conspevolmente almeno. ecco, appunto, l’uomo è diverso dagli animali, ma in senso molto negativo. noi siamo capaci di tutto. di essere cattivi, senza umanità e rispetto per la vita. la vita è un valore e, ripeto, la storia insegna che troppo spesso questo valore è stato calpestato. così è ancora nel presente. e non solo su grande scala, ma nella vita di tutti i giorni.
    il perchè sono le cose stesse. vero. e le cose stesse mi danno la nausea. è davanti ai nostri occhi che siamo la brutta copia dell’umanità, ecco perchè forse gli occhi decidiamo di tenerli chiusi.

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