Chissà perché

In qualche modo molto precario e saltuario continuo comunque a leggervi, voi tutti (qualcuno più degli altri, forse troppo). Continuo a leggere le vostre parole, le vostre vite. Soprattutto, continuo a leggere ed invidiare la vostra capacità, sempre intatta, di trasferire qui sopra le vostre vite. Incollarle sopra lo schermo come vetrofanie dei negozi. Mentre le mie sbiadiscono, si appannano, perdono mordente e si distaccano lentamente come poster d’autunno. Come abiti che non vanno più di moda. Voi indossate sempre il viola, invece.

Sembra che ormai sia capace di appiccicare qualche adesivo sullo schermo (i vostri, schermi) soltanto in occasione di qualche ricorrenza. Tipo che in questi giorni è passato un anno da quando ascoltavo Le cose succedono. Mai canzone fu più profetica. Una banalità che si autoavvera, a dimostrazione che la vita è soprattutto questo: banale, ineluttabile, ineludibile, molto più di quanto speriamo o temiamo. Un anno fa, di questi tempi, casualmente scoprivo un annuncio, e, altrettanto casualmente, decisi di rispondere. Lanciai il guanto di sfida al destino, e tra l’altro nemmeno era della misura giusta. Gli sventurati risposero.

Mi ricordo perfettamente come mi sentivo, quando l’impossibile era finalmente accaduto. Non ci credevo. In effetti, il problema è stato quello: non ci ho mai creduto.

Forse il problema è stato iniziare a smettere di credere a quello che scrivevo. O crederci fin troppo, al punto di ridiscutere una vita ricalcata male, e immettere nuova linfa nei solchi. Che è sbrodolata per tutta la campagna. No, non ci ho mai creduto.

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Una risposta a Chissà perché

  1. Alessandra scrive:

    io mi sento appannata peggio di uno specchio coperto dal vapore. e quando provo a lavare via il vapore con le mani, finisco per lasciare segni ovunque e a non capire comunque niente.
    e ti posso solo dire che il domani è sempre incerto. qualcuno dice che il destino NON è scritto. qualcuno dice di si. insomma, possiamo credere a quel che ci pare, ma la garanzia di “non smentita” non esiste. andiamo a braccia aperte incontro al mondo. qualcosa ne verrà, vero?

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