Potrebbe anche essere frutto della mia mente

Visto che le parole mi hanno frantumato i coglioni e la mia autostima.

Visto che ho le crisi di respiro e di equilibrio anche mentre sono seduto alla postazione.

Visto che “le cose a te ti passano troppo attraverso”.

Visto che non mi piace guardare nè il dito, nè la luna, ma la persona che indica.

Visto che rischiamo di diventare estranei con la stessa velocità con cui ci siamo innamorati.

Visto che per fortuna che mi piacciono le salite.

Visto che odio comprare bottiglie di vino per lasciarle metà piene.

Visto che è vero che abbiamo tempo, ma non è mai abbastanza e soprattutto non si può sapere quando è finito.

Visto che avrei voglia di ingoiare le pietruzze rotonde nel sacchetto che mi hai spedito quando in fondo già meditavo di imboccare la E45 a tradimento.

Visto che voglio che queste parole non vengano intaccate dall’oro dei nostri lussi sfrenati, dall’umidità dei nostri ego gonfiati come grassi saturi, da una distanza che rende miope anche chi ci vede benissimo (figuriamoci chi è già miope di suo).

Visto che voglio che ti feriscano e ti facciano sanguinare e farti stupire mentre ti sporchi le dita di rosso come se ti rendessi conto per la prima volta in vita tua che esisti, ed esisti per due persone.

Prenderò quindi a prestito la lezione sempre valida e immensa di tale Cechov, che faceva più o meno così (non ho voglia di andare a tirar fuori i diari del liceo):

“Trovò che le parole migliori per descrivere l’immensità e la complessità del mare fossero quelle usate da una bambina: il mare è grande“.

Gaia è grande.

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Una risposta a Potrebbe anche essere frutto della mia mente

  1. . io scrive:

    sono dovuta tornare a casa per vedere tutto ciò. appunto: no comment.

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