La rosa dei venti

Ogni tanto penso che mi sarei volentieri iscritto ad Architettura. Dimenticandomi che il depliant del piano di studi era in bella vista nella mazzetta eppure ho scelto quello più nascosto.

Ogni tanto penso che vorrei imparare a fotografare in condizioni di luce assente. Dimenticandomi che dispongo di una meravigliosa guida fotografica che non sfoglio mai.

Ogni tanto penso che aprirei volentieri uno studio grafico. Dimenticandomi che ci ho già provato, ed è andata come è andata.

Ogni tanto penso che il lavoro più bello che una possa fare coincide con la sua passione. Dimenticandomi che è esattamente quello che sto (più o meno) facendo, in un modo o nell’altro.

Scrivo poco qui sopra perché mi vengono in mente solo briciole di pensieri. Tipo questa: se mi chiedessero come sto in questi giorni tropicali di fine maggio, risponderei: ho proprio bisogno di andare a un concerto dei Perturbazione. Così, all’improvviso.

PerturbazioneLa rosa dei 20

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3 risposte a La rosa dei venti

  1. Alessandra scrive:

    ad architettura ci ho pensato spesso anch’io. e anche alla fotografia. allo studio grafico no. concordo col quarto punto. ti capisco per quanto riguarda il quinto, ma mi trovo nella situazione contraria (troppi enormi pensieri) che, però, sortisce lo stesso risultato.

  2. Lara Kasabian scrive:

    credo che siamo tutti in uno stato di generale incertezza che ci suscita pensieri frammentari o – di contro- cascate di pensieri.
    una cosa è certa, pensare troppo fa male. Pensare troppo fa male ma a volte, come in questo periodo a metà tra la primavera che vuole andarsene e l’estate che vuole esplodere… viene naturale.
    aspettiamo che passi magari 🙂
    LK

  3. Attimo scrive:

    Pensare troppo fa circolare sangue. E’ un bagno di sangue, in effetti 🙂

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