Dammi due settimane, è tutto quello che ti chiedo

E’ dura ammetterlo, forse non corrisponde nemmeno a verità, ma quando è finito l’ultimo, straordinario episodio di Lost, ho pensato che nella mia vita ci sono state “cose” che mi hanno regalato emozioni quasi quanto (se non di più) le “persone”. Non mi vergogno ad ammetterlo.

La mia commozione sulla scena conclusiva non era così dovuta alla confluenza di tutta la tristissima storia raccontata nei 40 minuti precedenti. Mi sono veramente commosso perchè da quel furgone sono sceso pure io, nascosto e in disparte. Non che me ne fossi mai andato, dall’isola.

Non so cosa bene cosa voglia dire con questo, ci sono già passato negli anni con squadre-di-calcio, musica, sport, compagne-di-scuola: la storia dell’eterno adolescente con il bisogno disperato di prendersi una cotta per qualcosa (qualsiasi cosa che sia più lesta delle altre ad attirare la mia attenzione) è una spiegazione troppo scontata che non aggiunge nulla alla storia.
Gli Oasis raccomandavano di non mettere la tua vita nelle mani di una rock’n roll band, ed io non ho certo intenzione di metterla in una serie televisiva. Però c’è questo concetto di “dipendenza” che sta aspettando delle spiegazioni, e le sta aspettando da me. Magari assieme a un sottomarino per prendere, una volta per tutte, la rotta verso Tahiti.

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3 risposte a Dammi due settimane, è tutto quello che ti chiedo

  1. Alessandra scrive:

    lo so che non è attinente…ma vado a vedere Bruce a Torino!!! 😀

  2. Attimo scrive:

    A proposito di rock’n roll band, eh? :-p

  3. Alessandra scrive:

    già, a proposito! 🙂

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