Bloc Party – Ion Square

(Canzone numero 14 de La gigantesca scritta 2008 – Finalmente si parla solo di musica)

Ascolta: Bloc PartyIon Square

I found my dancing shoes but they don’t fit
All the bright lights do is bore me
They bore me

Strano inserire una canzone dei Bloc Party nell’anno in cui se ne escono con un album quasi imbarazzante. Intimacy è intimamente bruttino, non regala perle astrali eppure io a loro perdono tutto. Ion square è il gesto di buona volontà nei miei confronti, un esercizio di stile per consentirmi di citarli anche in questa rassegna. Loro lo sanno che li ho ascoltati tanto, tantissimo, nel 2008, e per evitare di venire esclusi hanno piazzato in chiusura di album un pezzo semi-decente. O meglio, un pezzo che sembra fatto apposta per piacermi.

Attacco di pianoforte, sequenza di note che verrà poi ripetuta per tutta la canzone. Una base immediata, riconoscibile, come un fischio per richiamare l’attenzione di un amico: “ehi, siamo qui, ora stai buono, siediti e inizia ad ascoltarci”.

Io mi siedo.

Dopo 14 secondi, sufficienti per essersi già abituati alla trama del pianoforte sostenuta da un doveroso basso, entra in scena la voce di Kele. La sua solita voce trasognante, leggermente sofferta e sofferente, che butta sul tavolo mozziconi di discorsi, frasi destinate a un amore sicuramente incompreso o incomprensibile. Non riconosco le parole, dovrei leggere il testo ma ora non ne ho voglia e poi non è indispensabile.

Alzo il volume.

La base ritmica subentra dopo 39 secondi, con un ritmo dalla cadenza lineare. Quasi una marcietta, l’ideale per battere le dita o i piedi, per ondeggiare seppure di poco la testa, senza scomporsi più di tanto. Il pezzo è ancora lì, sull’uscio di casa, tambureggia sullo stipite per attirare la tua attenzione fino a quando non sarai pronto per accoglierlo in salotto.

Spingo le cuffie più a fondo nelle mie orecchie.

I minuti si accumulano ed arrivano le prime pedate di fango sul pavimento. Entrano le tastiere, anche loro strombazzano a cadenza prefissata, regolare. La canzone prende quota, senza mai decollare, diciamo che inizia a correre, Kele alza la voce e concede qualche urletto melenso. Soffre senza pudore, non si capisce bene il perchè, e tu soffri con lui. Non ha importanza il motivo della vostra reciproca sofferenza, e non vedi l’ora che dopo le pedate inizino a prendere a calci i mobili.

Mi alzo in piedi.

Immancabili arrivano le contro-voci di tutti gli altri, a formare un coro epico. Chissà che cazzo cantano, sicuramente qualcosa di devastante. Tutti alzano i volumi, la batteria picchia di più, le tastiere diventano più frenetiche, secchiate di effettini elettronici un po’ a casaccio vengono gettate sulla canzone. I Bloc Party stanno tirando secchiate di vernice sulle tue pareti, dopo aver sfasciato la cristalleria, tu sei lì che li guardi e li lasci fare, in fondo sono venuti per questo.

Apro il rubinetto.

Tu hai bisogno di loro e loro lo sanno perfettamente. Ti hanno costruito addosso la canzone su misura, abili sarti che sanno maneggiare la tua vita e distenderla su 6 minuti di monotona tragicommedia. Tutto appare regolare, come le tue giornate che giocano a imitarsi tra di loro, una dopo l’altra, eppure il tono di voce si alza, si fa immanente e urgente e sputa picchi di intensità emotiva. Finchè ci sono loro che cantano, non avrai vergogna di lavarti via dalla faccia il pudore che ti ha sporcato. Non ascolti nemmeno più le parole del testo, ma ti unisci agli urletti del cantante, improvvisando un inglese onirico, perfetto per essere strillato mentre si tira lo sciacquone. L’acqua sgorga a pulire le tue lacrime fasulle che incrostano la ceramica bianca.

Esco dal bagno.

(14 – continua)

Questa voce è stata pubblicata in Catene, Musica, Scivola, Songs e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a Bloc Party – Ion Square

  1. Goldo scrive:

    Ciccio ma quand’è che ti compri un’arma e cominci a sparare all’impazzata?
    ho il sospetto che Dio ti abbia dato un corpo sottostimato per la rabbia che contiene

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *