The Verve – Love is noise

(Canzone numero 9 de La gigantesca scritta 2008. Di cui ne ho già parlato, tra l’altro, durante l’estate scorsa. Perchè la ruota non gira)

Ascolta: The VerveLove is noise

Felt like the road was way too long, yeah
Cause love is noise, love is pain
Love is these blues that I’m singing again

Questo Amore Moderno, ti spacca. Le ragazze sono talmente tropp(o/e), che non riesci a ricordartele tutte, anche se non ne dimentichi nessuna. Ci sei tu, e ci sono loro.

C’è la ragazza Troppo Poco. Riesce a farti sentire complicato anche solo parlando della neve in ascensore. Le dai ripetizioni su come si diventa studenti universitari ma lei non si applica, preferendo il mercato del lavoro. Che vuoi farci, lei è così semplice, sei tu che sei maledettamente controverso. Ti fa sentire intellettuale solo perchè la porti a vedere un film con dei gay. Presto instaurate un legame basato su dosi settimanali di sms e qualche sporadica rimpatriata fingendo di essere vecchi amici. Ti fa rimpiangere di non essere sufficientemente misantropo, ma imparerai a volerle bene. Lo sai, finisce sempre così con tutte le donne della tua vita.

C’è la ragazza Troppo Amica. Quella che ti ascolta, e tu ascolti lei ed è tutto un gruppo d’ascolto. Innamorati anonimi. Vi perdete assieme nella piazza più grande d’Europa, girate l’angolo per falsificare documenti tentando di cammuffare la tessera della biblioteca della tua ex, andate a ballare come single incalliti. Accumuli scontrini che fatturano un infanticidio: l’amore ucciso nella culla, del resto è meglio prendergli subito le misure. E che misure. Imparerai a volerle troppo bene.

C’è la ragazza Troppo Diversa da te. Eppure è così Simile (forse troppo?): vi scambiate promesse di matrimonio a 40 anni nel caso in cui nessuno dei due sarà riuscito a trovare qualcuno accessibile ai propri livelli. Ti ha salvato la vita, in un certo senso, quando non ne avevi ancora una, e forse l’inconscio debito di riconoscenza verso la tua prima Guru ha giocato molto nella faccenda. Non vi siete mai nemmeno baciati, oggi il solo pensiero credo che vi causerebbe fremiti d’imbarazzo. Eppure riuscite ancora a scoprire canali nascosti delle vostre città, e dei vostri pensieri. Hai imparato a volerle davvero bene, e persino a dirglielo. Credi che non smetterai mai di farlo, nemmeno se non vi doveste incontrare mai più.

C’è la ragazza Troppo Carina. Più di una, sinceramente: direi Troppe. Mai troppo belle (per essere vere). Vuoi bene loro così, a prescindere.

C’è la ragazza Troppo Giovane. O forse sei tu che sei Troppo Vecchio. Quella che ti fa assalire da mille domande senza la risposta che vuoi. L’Impossibile che (non) esiste, e prende forma in due fili di plastica avvolti nei capelli o con una pacca cordiale sulla tua spalla. Ti fa vedere fantasmi ai concerti affollati cui vai da solo, o imprecare perchè è partita proprio quella canzone lì. E diventi studente fuori corso all’università dei crampi allo stomaco, saltando le lezioni e accampando scuse poco credibili. Rimandato a settembre, quando cadono le foglie e le estati, e tu inizi a mentire a te stesso, promettendoti che non le vorrai più così tanto bene. Impossibile.

C’è la ragazza Troppo Tardi. Le porte scorrevoli sono oliate da conversazioni telefoniche mancate. Hai sempre odiato telefonare, e ora ne paghi le conseguenze. Lei è Troppo più viva di te per aspettare che sia il destino a fare il suo corso, ma tu le vuoi veramente bene che in fondo pensi sia giusto che (non) sia andata così.

C’è la ragazza Troppo Intelligente. Sostenere uan conversazione con lei trasmette la stessa sensazione che avevi quando eri interrogato alla lavagna in Scienze. Sudore freddo, domande del prof appositamente difficili, la tua risposta sensata che strappava il consenso di professori e alunni. Senza strafare. La tua perenne paura dei palcoscenici e degli sguardi, unita a un’indole indolente, ti farà lentamente scivolare nel 6 anonimo, e nessuno si ricorderà delle tue risposte. Nemmeno lei: con due ghiacciai al posto degli occhi che ti inchiodano al terreno, e le sue parole aggrovigliate che ti appaiono come enormi torri di Babele. Dove si impara la sua lingua? Non le vorrai veramente bene finchè non troverai un modo arguto e sagace per dirglielo.

C’è la ragazza Troppo Ambigua. La perversione dei non detti e dei mesi di attesa anche solo per uno spritz. Una partita a carte scopertissime, tanto che viene freddo ad entrambi e spesso si batte ritirata. Si spostano gli eserciti del proprio orgoglio e della propria dignità sul campo di battaglia deserto, sul quale sventolano i vessilli di una sincerità troppo sincera e di una ritrosia difficile da inquadrare. Non hai ancora capito se ti vuole bene, e viceversa.

C’è, infine, la ragazza Troppo Sconosciuta, infatti spesso la confondi con la ragazza Troppo Lontana. Sono forse la stessa persona? Sicuramente se ne stanno in altre galassie, raggiungili non imbarcandosi sull’Enterprise ma su un Eurostar in seconda classe. Il viaggio di andata lo passeresti a inventarti adeguate battute che riescano a riempire perlomeno la prima mezzora di conversazione. Tu non ci credi al destino, e in questo caso fai male perchè per una volta era chiaro come un cruciverba facilitato. Dovresti ascoltare i silenzi imbarazza(n)ti, la lenta agonia di una scintilla soffocata sotto una campana di vetro. Dalla quale lei se ne esce, assieme alla comitiva di tutte le altre Ragazze Troppo Qualcosa. Senza che nessuna di loro avrà mai saputo. Se ne tornano da dove erano venute, mentre tu rimani lì impalato, vagamente perplesso, a finire l’ossigeno e gli aggettivi rimasti. Ancora ricordi.

(9 – continua)

Questa voce è stata pubblicata in Catene, Linea d'ombra, Musica, Songs e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *