Autunno

Questo autunno così autunnale sta facendo sviluppare in me una forte e insensata empatia. O almeno, mi illudo sia così. Di scriverne non se ne parla, per cui rilancio la chiusura di questo normalissimo e “scontato” post. Scontato nel senso che sono sensazioni veramente quotidiane, veramente accumunanti in ciascuno di noi. O di quasi tutti noi, la differenza è sottile.

Quindi si sta come sugli alberi le foglie, come diceva quel poeta che tanto amo; ma lui parlava d’autunno: io credo invece che la nostra caducità sia perenne. Anche per questo tanti miei amici hanno gastriti, soffrono di insonnia, di broxismo, sublimano la loro condizione con dipendenze di vario tipo. Questo, direte voi, è sempre successo. Sì, ma non in queste proporzioni, non con questa frequenza, non con questo riscontro globale, per cui si incontrano delle persone in vacanza, diversissime per estrazione, aspirazioni, studi, e dopo cinque minuti si parla di certe cose come se si condividesse da anni lo stesso ufficio.
E non riusciamo neanche più a protestare, e questo è il vero dramma, perché siamo terrorizzati che la sediolina sulla quale stiamo, rotta, scomoda, sporca, potrebbe essere l’ultima che ci viene concessa.

Poteva scriverlo uno dei tanti x-enni italiani di oggi, questa volta l’ha scritto Francesco. Io annuisco, e basta.

Questa voce è stata pubblicata in 200X, Catene, Forzalavoro, Itaglia e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a Autunno

  1. Alessandra scrive:

    davvero una bella “osservazione”. anche se è più di questo. tra l’altro Ungaretti è probabilmente il poeta del 900 che più di altri aveva percepito la direzione di una certa esistenza umana. lo amo molto anch’io.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *