The fool on the hill


Non è un viaggio formativo, non parto per cercare me stesso, non è un’esperienza solitaria. Semplicemente, oggi qui si parte, con uno zaino pesantissimo in spalla, una macchina fotografica e un lettore mp3 carico di canzoni che conosco a memoria. So dove andare, ma non so come, quando e soprattutto perchè.
Sabato mentre ero inginocchiato e sbirciavo l’espressione del Neurone Pigrone all’altare, contrapponevo il matrimonio all’inter-rail, e mi accorgevo che c’è chi va avanti e chi, paradossalmente, va indietro. Avanti di questo passo, il prossimo anno darò la maturità di nuovo.
Molti tra parenti e amici mi hanno dato del “matto”, quando invece io ci vedo un’assoluta conseguenza logica tra il voler partire, e il salire sul treno. Tutti i se e i ma io non ce li vedo, o se ce li vedo, li caccio in fondo allo zaino tra scatolette di tonno e pasticche di aulin scadute. Boh. Lo so che lo dicono per dire, che non ci credono veramente che sia matto, eppure secondo me a volte se lo dimenticano, che stanno dicendo una battuta tanto per battutare. A volte secondo me, ci cascano e pensano davvero che questo sia matto. Forse, se proprio vogliamo dare un significato a 10 giorni che (ancora) non ne hanno, se si deve per forza affibbiare un’etichetta a una “vacanza”, ecco questo dar credito alla follia è una motivazione valida per muoversi in direzione nord.
Ma serve più a voi, che a me, questa visione delle cose. Il resto è retorica. Per me è già un traguardo avere il biglietto in mano. Tutto vero.

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6 risposte a The fool on the hill

  1. Alessandra scrive:

    tutto vero. divertiti!

  2. Scralco scrive:

    Le agognate vacanze uno se le fa dove cacchio gli pare. In spiaggia, in montagna o su una panchina di una stazione non c’è differenza, basta essere “altrove”.

  3. alicesu scrive:

    completamente solo?
    E’ il sogno della mia vita.
    Spero sia stata un’esperienza indimenticabile.

  4. Silvia scrive:

    bello partire così. ti ammiro e applaudo alla scelta. io li ho fatti in india, 15 giorni in giro da sola. e anche lì, tutti a sgranare occhi, chiedere se e di cosa andavo alla ricerca. no, nulla di tutto questo. a volte uno ha solo voglia di partire e di vedere, di fare esattamente quello che si è immaginato nella sua testolina. serve, ogni tanto, la solitudine.

  5. Attimo scrive:

    Soprattutto, serve, ogni tanto, fare esattamente (o quasi) quello che si era immaginato… 🙂

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