Non è mai stato un tipo molto paziente

Al mattino, prima ancora di inzuppare le Macine, accendo la tv per leggermi il Televideo. Passo 28 ore al giorno su internet, eppure il Televideo rimane fonte suprema di notizie, perchè il Televideo non ha pippe, sono poche righe di testo con 16 possibili colori. E’ a misura d’uomo. Eppure se c’è una cosa che mi fa andare di traverso le Macine inzuppate è l’attesa che separa dalla pagina 201 alla pagina 220 con la cronaca della partita. Ho un modello di televisore dotato di una scheda per il Televideo antiquata, e quindi non effettua il precaricamento delle pagine adiacenti. Cambiare pagina significa far girare la ruota di tutte le 700 pagine, attendere che esca il proprio numero fortunato. E’ un’attesa di pochi secondi, ma è un’attesa infinita. In quel momento odio il Televideo, la Rai, la mia televisione e anche un po’ le Macine.

Io non sono un tipo paziente. Sono un tipo che sa subire, quasi con fare ascetico, oppure incassare, come un pugile suonato (stonato). Ma non sono affatto paziente. La Pazienza non è l’Attesa, e nemmeno la Sopportazione. Credo che la Pazienza non consista nel guardare scorrere il numerino delle pagine del Televideo con calma olimpica, e nemmeno andare di là a mettere su il latte per non sprecare tempo.

Tifare Inter per 18 anni senza vincere uno straccio di scudetto non è pazienza. E’ speranza. Pedalare in salita non è pazienza, ma fretta di concludere l’agonia. Non rivolgere la parola alla ragazza che ti piace in attesa di momenti più appropriati non è pazienza, è essere codardi. Restare seduto sulla propria sedia a (non) grattarsi la pancia forse è pazienza. Lo devo ancora scoprire.

Sapendo di non esserlo, paziente, avrei tanta voglia di parlare con tipi pazientissimi. Mettersi lì seduto accanto a loro e stare muto ad ascoltare la loro Storia, stare a sentirli in silenzio per ore mentre mi spiegano come ci sono arrivati, alla Pazienza, se è contagiosa, se contiene grassi saturi e se la si riesce a sopportare. Più di Soldi, Tempo e scopate notturne, credo di avere bisogno immediato di Pazienza. La si può avere subito?

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2 risposte a Non è mai stato un tipo molto paziente

  1. Alessandra scrive:

    io credo di essere una persona paziente. ma da qui a spiegarti come ci si arriva è un po’ difficile. diciamo che la pazienza và proprio coltivata. è uno stato mentale. essere pazienti probabilmente significa accettare l’attesa…di qualunque attesa si tratti. accettare qualcosa è direttamente connesso con la consapevolezza che abbiamo di noi stessi. e, infatti, ci sono cose che, per carattere e forma mentis, non possiamo accettare. per quelle cose non esiste pazienza che tenga. ci saranno sempre cose che ti faranno innervosire, che ti faranno sobbalzare, che odierai con tutto te stesso. la pazienza può soccorrerti di fronte alle cose che non puoi controllare ma che, dopotutto, puoi accettare. aspettare che la pagina del televideo cambi, per esempio, è qualcosa che puoi accettare. pazientare è una specie di arte. è rasserenamento. di fronte a quello che non puoi modificare (ammesso che tu non cambi la scheda per il televideo!) è inutile spazientirsi. lasciarti prendere dalla “spazienza” è controproducente per te stesso. poco economico. quindi, ti dico, di fornte all’inevitabile, se davvero lo è, abbi pazienza perchè è l’unica maniera buona per vivere senza esaurimento nervoso!

  2. Attimo scrive:

    Ecco: lo è davvero?

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