Mancano solo gli olè del pubblico

Locale di un’imprecisata città emiliana, ieri sera. Noto che la gente nonostante la recessione-la crisi-la quartasettimana continua comunque a uscire, e popolare i locali anche nei pigri giovedì. Ma non è questo il punto.
Al tavolo siamo io e una mia amica, zona fumatori. Mentre lei mi sta spiegando il delicato funzionamento del sistema ospedaliero italiano, e io ribatto disquisendo di equilibri sentimentali (simulando persino una bilancia con le braccia e le mani), si avvicina un gonzo straniero.
Come mi è solito, gli dò corda, un po’ per curiosità di sapere che cosa ha da dirmi, e un po’ per la paura che se respinto, mi fracassi il cranio, e col mio sangue scriva sulla mia macchina “il proprietario di quest’auto non ha voluto parlare con me”.
Non riesco a identificarne la provenienza, me lo dice pure, ma il nome del paese potrebbe essere sia olandese che ucraino, insomma pare che venga dall’Olanda ma la parlata biascicata (chissà, avrà mica bevuto?) gli dà un tono slavo (e slavato) da profondo est europeo. Ciò, ad ogni modo, non ha importanza.

Gonzo Straniero (GS): “Amico voglio dirti una cosa. Tu ti trovi bene qui?”.
Attimo (deglutisce): “Beh sì”.
GS: “Beh amico io ti voglio dire una cosa. Come fai tu qui? Qui non si può fumare”.
A (con clamorosa ingenuità comica): “Beh la mia amica sta fumando”.
GS (inizia a spazientirsi): “Ma no, intendo fumare erba! Da mio città si può fumare per strada, quello che si vuole”.
A: “Eh, bene.”
GS: “Senti voglio parlare con te. Io chiedo come fai a stare qui”.
A: “Ci sto.”
Ed ecco che affonda il colpo. La lama dove fa più male. Con molta naturalezza dice: “Te lo devo proprio dire amico. L’Italia fa schifo”.

Io abbozzo uno dei miei “Eh” più espressivi. Ma il gonzo insiste: “L’Italia… fa schifo”. Insiste. Io fisso il numero del tavolo, l’amica il vuoto. Probabilmente è l’ultima volta che usciremo assieme. Intanto il gonzo continua a emettere la sua sentenza. “Te lo devo proprio dire amico”. Fortuna che siamo solo amici, io e l’amica (per l’appunto).

“L’Italia fa schifo, dai”.

Si allontana barcollando: “Tu non mi ascolti più, ma non so come fai a vivere qui”.
Il tavolo è il numero 706, così dopo glielo dico alla cassa e sono contenti, di solito i clienti non ci guardano mai al numero e si fa sempre tanta confusione.
“Guarda che l’Italia fa schifo”.

Arriva la cameriera e, portando le sue mani sopra le nostre spalle, ci chiede amorevolmente: “Ci sono dei problemi ragazzi?”

Questa voce è stata pubblicata in Asfalto, Itaglia e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

5 risposte a Mancano solo gli olè del pubblico

  1. Alessandra scrive:

    perchè queste cose succedono sempre a te? sempre mentre sei nei locali con amici? sempre uno straniero? non è che per caso hai un cartello dietro le spalle con scritto qualcosa di compromettente?

    😉
    baci, alessandra

  2. alicesu scrive:

    Sono d’accordo con lo straniero.
    A quel punto gli avrei detto: amico, siediti, ti offro da bere!

    Dai, non fa male: è troppo un’ovvietà!

  3. Scralco scrive:

    Attimo indossa troppo spesso una maglietta troppo verde… è quello, ma lui non l’ha ancora capito.

  4. Pingback: my blog

  5. Pingback: My Domain

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *