Nord

Venerdì ero tra i pochi che saltavano durante il Liberismo ha i giorni contati, al Vox. Lo so. Ne convengo.

Sabato.

Domenica non sono andato a votare per pigrizia. Volevo tenermi buono il momento del voto fino all’ultimo, un po’ come si fa con l’ultimo cioccolatino della scatola, il più agognato e disperato. Sono rimasto dentro la cabina più del necessario, a toccare la scheda, sembrava così colorata dal vivo rispetto a quelle che si vedevano in tv. Sembrava giocattolosa. Avevo fatto le 2 croci così in fretta che mentre le infilavo negli scatoloni mi è venuto da chiedere: ma avrò votato sul simbolo giusto?

Lunedì è grandinato, e già l’ho detto. Lunedì abbiamo preso una scoppola memorabile. Per svariate ore non pronunciavo parola. Nemmeno un triplo mc bacon ha saputo donarmi la speranza. Lunedì notte ero un uomo senza speranza. Senza patria. E anche uno che ha la tendenza a esagerare. Ci rimane sempre l’Ozio no?
Già.

Martedì mi sono chiuso in camera da letto, faceva buio, il cielo grondava prevedibili lacrime di sconfitta. Mi sono circondato di tutti i quotidiani e ho iniziato a leggerli meccanicamente, con metodo e costanza assimilando ogni trafiletto sull’Italia che s’è destRa. I giornali di oggi hanno 800 pagine e una giornata non basta a leggerli tutti. Alla sera sono arrivato in ritardo a un incontro sul giornalismo, eravano in 6 tipo, 6 giovani dallo sguardo assente timido e disperato come il mio. Anzi no, dalle domande che facevano non sembravano affatto disperati, ma convinti che il giornalista è ancora un mestiere che si può fare. Che loro possono fare. Hanno chiesto come si inizia, a chi devono rivolgersi. Io gli ho chiesto come l’impostazione politica condiziona i giornalisti. Il tipo del Carlino si è agitato. Sono uno che rimestola nella sconfitta, io.

Mercoledì non è nemmeno esistito. Devo trovarmi un lavoro. Magari più di uno. Magari torno da Spizzico.

Giovedì ho letto la Convezione di Budapest e ho sbertucciato il mio compare. Mi sento un po’ ridicolo a fare quello che tira le redini, quando di solito finisco per inciamparci in mezzo.

Venerdì mattina perdo il treno. Incontro qualcuno che ha bene in mente cosa debba fare. Poi però perdo anche il treno del ritorno. Mettetemi un megafono davanti allo stomaco.

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Una risposta a Nord

  1. alicesu scrive:

    tutto. ma non spizzico.

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