Allouein ormai è sdoganato, tempo qualche anno e gli ultimi clericali residui di polemica contro questa festa importata saranno sopiti, e chissà, persino la Chiesa inizierà a svuotare zucche vuote (metaforicamente già lo fa). L’italica critica ad Allouein si è conquistata il rango di "luogo comune", come certifica l’ineffabile Sofri.
E va bene, arretriamo su tutto, cediamo il passo all’invasione straniera. Non è una critica reazionaria, Alluoein mi fa lo stesso effetto del Carnevale, ovvero totale indifferenza: sia quando mi travestivo da Arlecchino in terza elementare e non riuscivo a pigliare i palloni SUPERTELE dal Grande Carro, sia quando indossavo la giacca da militare di marina di mio padre per travestirmi da Nostromo cattivo due o tre autunni fa, pensavo esattamente la stessa cosa: embè?.  Non c’è livore quindi, è semplice costantazione che la marea si alza sempre di più e che o si impara a bere acqua di mare, o si cerca di galleggiare. Oppure si va a fondo, come quelli che si lamentano che le piazze sono piene di extracomunitari e intanto tengono i loro bambini chiusi in casa perchè fuori fa freddo, fuori ti accoltellano, fuori è un brutto mondo. Dai,  venite qua: vi compriamo una zucca da svuotare.

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11 risposte a

  1. Alicesue scrive:

    mi ricorda quel pomeriggio.

    Dove eravamo? A modena?

  2. attimo scrive:

    Esatto, la piazza vuota di bambini a Modena.

  3. Folle scrive:

    Non riesco a capire se cerchi di non sembrare nazionalista (ma non ci riesci, dopotutto la pastasciutta è troppo buona), oppure se vuoi mostrarti intenzionalmente anti-americano.

  4. attimo scrive:

    Nessuna delle due, dal momento che si tratta di una tua visione del post che non combacia con la mia.

  5. Folle scrive:

    Tra le tue righe filtra qualcosa di più che una semplice costatazione della marea che si alza…

    Domanda paraculo: qual’è dunque la tua visione? 😉

  6. attimo scrive:

    Filtra un’idea di contaminazione inevitabile. Criticherei/non criticherei Halloween anche se venisse dalla Svezia, non ha importanza la provenienza. C’è semplicemente la marea del tempo che si alza, che restringe questo pianeta come una spugna. C’è che una visione… avercela, una visione! Io non vedo nulla 😉

  7. medo scrive:

    Senza la paura non possiamo vivere. E’ impossibile non provare paura. E’ possibile indurre nuove paure, tanto più si gioca nel terreno dell’irrazionale. Quindi siccome è irrazionale l’equazione “Mario è un assassino, quindi tutti quelli che si chiamano Mario sono potenziali assassini”, allora è altrettanto semplice per un paese moralmente ed intellettualmente degradato far partire l’equazione “Mircea ha ucciso, tutti i rumeni (e gli stranieri) ci uccideranno”.

    E’ sempre molto semplice.

  8. utente anonimo scrive:

    Mah, secondo me invece il problema è tutt’altro che semplice…

    Scralco

  9. medo scrive:

    Quando qualcosa volge “al peggio (di prima)”, allora questo accade con una superiore semplicità. Rompere un vaso è molto più semplice che riattaccarne i pezzi ed anche più semplice che mantenerlo intatto.

    Il segreto dell’essere umano è costruire cose e quindi costruirne anche la stessa distruzione (tragica). Questo ed altro è estratto dal pensiero del filosofo Virilio.

  10. attimo scrive:

    Concordo con l’ultimo commento. Ci vuole niente, a distruggere.

  11. Folle scrive:

    Si ma stai partendo dal presupposto che a rompere il vaso sia solo una parte, ovvero la nostra, e questo non è corretto 😉

    Per questo la situazione è molto più complessa, dico io, perchè a rompere i rapporti (“il vaso”) sono state ambo le parte; l’una con azioni tangibili (rapine, violenze, omicidi, stupri), l’altra con un razzismo e un odio sempre più ciechi e cocenti (senz’altro pre-esistente, ma alimentato particolarmente dal clima che gli atti criminali di cui sopra hanno contribuito a creare).

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