Il passeggero abituale […] ritiene che la libertà di movimento consista in un diritto alla propulsione. Crede  che il livello di democrazia sia in correlazione con la potenza dei sistemi di trasporto e di comunicazione. Non ha più fede nel potere politico delle gambe e della lingua. Di conseguenza non vuol essere maggiormente libero come cittadino, ma essere meglio servito come cliente. Non tiene alla propria libertà di muoversi e di parlare alla gente, ma al suo diritto di essere caricato e di essere informato dai media. Vuole un prodotto migliore, non vuole liberarsi dall’asservimento ai prodotti. E’ dunque indispensabile ch’egli riesca a comprendere che l’accelerazione da lui ambita è frustrante e non può che portare a un ulteriore declino dell’equità, del tempo libero e dell’autonomia.

Ivan IllichElogio della bicicletta

Leggere questo mi fa annuire convinto con la testa. Ciò non toglie che permane in me il desiderio di possedere una linea adsl migliore (più stabile e performante), un lettore mp3, una fotocamera reflex digitale, un’automobile, un portatile 12", una xbox, una videocamera e… potrei andare avanti all’infinito, ma ho il libercolo da finire.
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3 risposte a

  1. Folle scrive:

    E’ perchè ormai siamo fottuti, ci siamo assuefatti a quel che ci è stato proprinato dall’alto, NON abbiamo fatto niente per porci rimedio e adesso ci siamo dentro fino al collo. Questo è il mondo moderno, non che sia il “mondo vero” come direbbe Morpheus, ma sicuramente è un Matrix perfettamente riuscito.

  2. silenzifatali scrive:

    la metapoesia che tenti è sin troppo, ancora, “poesia”.

  3. attimo scrive:

    In effetti. (infatti poi ho smesso).

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