Hai anche avuto la tua occasione, non un rigore a porta vuota, certo, diciamo più un cross dalla trequarti di quelli molli che una difesa alta e ben schierata saprebbe spazzare via agevolmente. Ma non si può mai dire, magari un rimpallo fortuito o un tiro a mezzaria può sempre saltare fuori e far venire giù lo stadio. Quindi mentre attraversi la strada hai questa occasione tra le mani di imbastire una conversazione. Eppure nemmeno questa volta sbuca da qualche dannata parte l’animo dell’Imprenditore, sbrighi la pratica con onesto atteggiamento da Impiegato Statale (quindi svogliato, quindi reticente,renicente,renipente… non ricordo come si scrive) e ci si ritrova davanti all’ingresso del luogo deputato alla Festa, e fine delle trasmissioni. Ci sarà poi l’istinto crocerossino di non appartarsi con nessuno in particolare, perchè alle feste hai la pia convinzione che è giusto tentare di socializzare un pò con tutti, amici, nemici e passanti, nel tuo patetico sforzo di equilibrare la tua bilancia sociale che tanto, fingi di non saperlo perchè quasi ti piace, essere patetico, è truccata. (Prendo fiato). C’è chi non la pensa come te, e pensa bene di sedersi vicino a quella frangetta per non alzarsi mai più. Lo conosci appena, sai che non è interessato alle provole affumicate, ma non basta ad impedirti di odiarlo.

Attimo si avvicina alla panca su cui sono appartati Frangetta e MisterCazziPropri. Gli toglie di dosso gli occhiali bianchi, lo prende per il bavero e lo scaraventa in mezzo alle tartine. Poi gli riserva una dose prolungata di schiaffoni, continuando a malmenarlo fino a quando smette di gemere per il dolore. Prende il salame al cioccolato e glielo infila in bocca tutto intero, invitandolo ripetutamente, con tono sarcastico, a riprendere di nuovo il piacevole discorso con Frangetta, se solo ci riusciva. Frangetta guarda Attimo atterrita, sconvolta, disgustata, mentre questi ripiega sull computer del locale, mettendo su una canzone degli Explosions in the Sky. Frangetta andrà a curare le ferite di MisterCazziPropri, lamentandosi della musica e chiedendo ad alta voce: ma chi è che sceglie le canzoni a questa festa?

Tu e l’odio, però, vi frequentate poco e vi capite ancora meno. Andrà quindi in questo modo:

Attimo si avvicina gattoni sul pavimento alla panca su cui sono seduti Frangetta e MisterCazziPropri, cercando di origliare l’argomento della chilometrica conversazione. Li interrompe con un sorriso da Suor Germana e porge loro penna e biglietto del regalo per il Festeggiato:

Attimo: Ecco, dovreste firmare qui. (Manco fossi un postino).
MisterCazziPropri: Che cazzo devo scrivere? (Oppure: "ma non ho voglia di firmare", al momento non ricordo la frase precisa).
Attimo risorride.
Frangetta firma, Attimo riprende il biglietto e si allontana zampettando come un ranocchio verso altri avventori.

Ora, io gli voglio sinceramente tutto il bene del mondo a MisterCazziPropri. Anche quando Frangetta si è andata a sedere su un’altra panca, e lui l’ha seguita senza battere ciglio per proseguire l’interminabile conversazione (ma chi ve li scrive i copioni, a voi?), io gli volevo davvero bene, perchè è un patrimonio della nostra Società. E’ un Imprenditore, mentre io rimango Impiegato Statale (fino alla pensione, se ci arrivo). Ha lo spirito dell’Imprenditore perchè investe. Tempo, energie, parole, le investe non per scrivere un post al sabato pomeriggio, ma per conoscere una persona. Ed è una cosa bellissima.
Io non so investire, non riesco a investire nelle persone che mi interessano ma che ancora non mi conoscono. Sarei un perfetto sindaco, per questa città.
Riesco a investire (risorse, speranze, me stesso) in squadre di calcio, collezioni di fumetti, la mia ex, i tag degli mp3 che ascolto, tshirt americane, Jim Carrey, la CocaCola, Lost, Ferrara-Nordkapp 2007. Ma nelle persone sconosciute (o semisconosciute), no. Aspetto che sia il tempo, a rimediare all’iniziale distanza, ma il tempo è distratto in questioni ben più importanti.
Mi sono chiesto il perchè, mentre ero sbracato su una sedia di un pub cittadino semideserto a bere birra australiana e un individuo dalla dubbia moralità tentava di molestarmi (l’ho chiesto anche a lui, e come risposta si è segnato il numero di telefono di Frangetta). Non si tratta della Fantomatica e Acclarata Timidezza, o della certificata totale mancanza di avere qualcosadadire. O del mio Realismo mascherato da Pessimismo che accerta l’assenza di qualsiasi speranza di Successo in un ipotetico tentativo. Queste sono verità accertate, postulati buoni per i comizi dei politici, di quelli che tirano sempre l’applauso della platea.
E’ che a me manca quel passo in più. Come quella molla che ci fa alzare tutti dal letto alla mattina che non è quantificabile o inquadrabile in qualcosa di preciso. Fermatevi a chiedervi perchè vi alzate dal letto alla mattina, e non troverete una risposta che vi soffisfi completamente. Per ogni motivo c’è sempre l’opposto che ci farebbe restare a dormire anche solo dieci minuti in più. Eppure tutte le mattine finiamo per alzarci, irremidiabilmente. Perchè?
Ad avercela, questa spinta indefinibile, mi siederei io per primo accanto a una persona iniziando io per primo a imbastire una conversazione pseudoumana; ad avercela, questa spinta, l’addomesticherei poi in Costanza, per trasformare lo Sconosciuto in Conosciuto Emotivo; ad avercela sarei il primo a dire Ciao: davanti all’ingresso di un locale, sulla soglia di un treno, in una finestra vuota di windows. Quando c’è ancora il Silenzio, e dall’altra parte non si ricordano ancora che esisti.

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5 risposte a

  1. utente anonimo scrive:

    un post magistrale. mi piace. mi piace come è scritto e mi piace cosa c’è scritto…perchè un po’ mi riconosco in quanto hai detto. devo ammettere, però, di aver fatto FORSE qualche miglioramento rispetto a quella “spinta” che ti spinge a dire “ciao” e a trasformare lo sconosciuto in qualcos’altro. miglioramento…piccolo, comunque. mi sento ancora tremendamente incapace, inopportunamente inadeguadata e tutti gli “ente” che riesci a metterci. è che alcune persone crescono educate a farsi gli affari propri…il che va bene fino ad un certo punto…poi può diventare un dramma, perchè finisci per farti così tanto gli affari tuoi che ti accorgi di non sapere niente degli altri. mi rendo conto, in particolare, di non saper fare domande, di non saper cosa chiedere, almeno durante il primo approccio, dopo è diverso. sto lì, come uno stoccafisso, a sorridere e risorridere, sperando che l’altro mi venga a soccorrere. patetico, si. mi ripeto sempre che la vita è probabilmente una sola e che non ne vale la pena farsi troppi problemi, che parlare con gli altri non è un reato, che presentarsi ad un ragazzo/a che ti piace è una cosa bella, che scambiare due chiacchere con un tizio sconosciuto sull’autobus, anche solo per dire “che caldo che fa oggi”, è una cosa sana e fa bene al proprio “ego”. mai esagerare, ma socializzare è fantastico, ti arricchisce. belle parole, ma poi non so mettere in pratica.

    attimo, STIAMO a vedere…oppure ANDIAMO a vedere? il punto è questo. che vogliamo fare?

    bacio, ale

  2. attimo scrive:

    L’incapacità di fare domande… forse perchè non ci interessa conoscere le risposte, e non ci sarebbe (non c’è) nulla di male. Non se ne esce, credo. “Andremo” a vedere.

  3. Minerva84 scrive:

    Nemmeno io ho quella molla. Fingo di avercela quando mi ritrovo in situazioni con moli sconosciuti. Fingo di essere brillante e tiro fuori il mio lato clownesco che nella realtà di fatto non è nient’atro che un clichè ormai ben collaudato. Funziona, ormai so che basta che faccia ridere un paio di persone e mi sento meno a disagio io e meno a disagio loro. Mi possono classificare e io mi lascio classificare così perchè fondamentalmente non saprei nemmeno da che parte iniziare per imbastire un discorso serio con delle persone che non conosco. Anche da piccola era così. Mai una volta che facessi amicizia in spiaggia o ai campetti. Le amicizie me le sono fatte in luoghi in cui è impossibile non legare in qualche modo. Non ce la faccio a propormi e se lo faccio è perchè indosso il mio clichè e via andare…mi da fastidio ma non riesco a cambiare. Se poi si parla di cosa mi fa alzare dal letto…bè…in questo periodo meglio non mi ponga la domanda, se no davvero non mi alzo più.

  4. bando scrive:

    secondo me con tre gin lemon in corpo acquisti il magico dono della loquacità e della creazione dei copioni….PS: kay mi ha indicato la tua presenza al concerto di sabato ma poi ti abbiam perso di vista_alla prox

  5. attimo scrive:

    Una risata ci seppellirà.
    Tutta questione di clichè, già, dovrebbero dotarcene tutti quanti all’uscita dall’utero. (scherzo).

    Non ho riconosciuto nessuna faccia nota, peccato! Bel concerto, comunque.

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