Basta, ci rinuncio. Rilasciamo all’opinione pubblica queste righe confuse, e chiudiamola qui. Non riesco a ritrovare il filo comune della mia nuova trasferta milanese (ormai un Classico di questo blog), nel cuore economico/produttivo/creativo/xxxivo d’Italia.
Cosa potrebbe mai legare quelle budelle di asfalto e pavè su cui si riversano colestorolo di auto e tram alla laurea festeggiata con un sorriso malinconico?
Nulla, anche se, forse, magari, potrebbedarsiche, un filo seppur sottile esiste, ed è trasparente come il cielo di Milano di ieri mattina.

Bovisa

Mi viene in mente che:

Si doveva salire sul treno con il bandierone in mano, ma un improvviso rigurgito di Interismo DOC ha rinviato la Festa e ripiegato gli strumenti del Tifoso Perfetto in valigia. Ho dormito qualche minuto sul pavimento con indosso la maglia da trasferta dei QuasiCampionid’Italia, ritrovandomi al mattino sporco e le ossa incrinate: la polvere non è stata (ancora) scrollata dalle insegne nerazzurre.
Svegliandoci all’alba per raggiungere il Polimi (quando in una città "normale" basterebbe alzarsi mezzora prima per ricoprire la stessa distanza), vengo incaricato dell’infame compito di Fotografo Ufficiale. Infame perchè è ardua l’impresa di scovare un sorriso convinto sul volto del Pittore laureato mentre si sigla l’ufficialità della scadenza della sua detenzione. Si schiudono le porte della gabbia e con una spinta lo gettano sul marciapiede. Ed è tutto un congratularsi, un pacche sulle spalle sudate, strette di mano erose dallo stress… Solo quando si sarà allontanato (con la forza) dalla soglia, gli verrà il dubbio che forse è veramente finita, che un’altra bambolina della matrioska è stata aperta (o liberata, dipende dai punti di vista) e quella alla luce del cielo trasparente sembra quasi infreddolita, timida, distante. Ci vorrà il sole del pomeriggio davanti alla Stazione Centrale (quel sole che fa sembrare bello "tutto", anche i gradoni della metropolitana) per scovare sorrisi più smemorati, finalmente consapevoli della Fine. Sprovvisto della fotocamera ma comunque saziato, smetto di indossare i panni del Fotografo Ufficiale e ritorno nei miei, gli occhi si rifanno egoisti. Ho i piedi che mi fanno male per le scarpe nuove, porto una valigia che non mi appartiene e che ho quasi fretta di caricare sul treno, una fretta sospetta perchè bugiarda. Quella stessa fretta di uscire che avrò poi nei grandi magazzini che pompano musica elettronica schiacciandomi le spalle che si stringono nella giacca. Quella fretta di addormentarmi rannicchiato in posizione fetale su un divano in una cucina di sconosciuti, incrinata solo al mattino quando gli Strokes risuonano sotto la doccia, e ripenso che anche il balcone di un appartamento al quarto piano di Milano è bello.
Milano non è la verità, ma quando c’è il sole hai una voglia matta di credere alle bugie che ti aspettano sul pianerottolo mentre apri le porte dell’ascensore. Loro scendono, tu vai a fare colazione ed inizi la giornata che ti riporterà qui.
E adesso?, non se lo chiedonoo solo i laureati.

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5 risposte a

  1. PennyL scrive:

    Milano è bellissima, sempre 🙂 Ma se sei qui vediamoci!

  2. attimo scrive:

    Ero, qui! Le mie visite milanesi sono sempre fugaci 🙂

  3. PennyL scrive:

    La prossima volta, avverti 🙂 Immagino tu sia felice, oggi. Qui, un disastro.

  4. Folle scrive:

    Hai portato fortuna ai nerazzurri con la tua trasferta Milanese, bravo!

  5. utente anonimo scrive:

    penso che dovrò rileggere un paio di volte questo post per tentare di afferare un po’ di più il tuo pensiero…comunque sia, arriverà il tuo momento.

    bacio, ale

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