I tormenti del giovane Attimo
Ma i professori, mentre spiegano, in che direzione guardano?
Nel vuoto, fissano alunni a caso, oppure sono strabici? E perchè penalizzano mediamente una parte dell’aula, puntando il loro sguardo più verso una parte, rispetto che a un’altra? Sono difetti congeniti oppure esiste una deontologia professionale che impone di scegliere la destra o la sinistra? Esistono accordi segreti tra una parte dell’aula e il professore, in modo da avere l’esclusiva dello sguardo?
Se incrociano uno sguardo, devono evitarlo oppure reggerlo ad oltranza? Perchè guardano sempre le prime file? Potrei anche appiccare un incendio nelle ultime file dove abitualmente risiedo, che nemmeno se ne accorgerebbero.
Fortunatamente, da domani non avrò più di che tormentarmi: oggi è stato l’ultimo mio giorno di lezione universitaria. Il mio primo "ultimo" universitario. Tralasciando che mi mancano ancora svariati esami, mi lascio trasportare da questa leggera sensazione euforica/smarrimento/emò?

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9 risposte a

  1. PennyL scrive:

    Ad un corso di tecniche di comunicazione che ho fatto tempo fa ci parlavano sempre dello scanning: guardare tutti continuamente mentre si parla in pubblico, un po’ qua e un po’ là! 🙂 Comunque capisco il ‘dramma’! Io ce l’avevo tantissimo quando cantavo in qualche locale: dove guardo mentre canto??? Imbarazzantisimo!

  2. theego scrive:

    Troppi ne ho visti di ultimi giorni di lezione. Scusa il pessimismo ma ho come l’impressione che ci torneremo eccome a qualche lezione di qualcosa. :-p

  3. Alicesue scrive:

    direi che è un grande traguardo, vecchio mio. Davvero un grande traguardo.

    Ma le tue domande sono inquietanti.

  4. utente anonimo scrive:

    D’accordo con tutti voi.

    In realtà credo che il problema di chi parla (o canta, o “stà”) davanti ad un pubblico sia scegliere dove guardare. Due pillole di nozioni:

    -a chi è timido (o teme attacchi di panico), si consiglia per rompere il ghiaccio di scegliere una o due persone e concentrarsi solo su di esse;

    -guardare nel vuoto: mai!! non sai mai se ti stanno seguendo, se “funzioni”, ti manca il “feedback”

    -lo scanning dello sguardo, su enunciato, sarebbe la soluzione tecnica più idonea, ma siamo tutti umani e quindi fallibili, distraibili, attratti da una faccia insolita, da un colore, da un corpo-sguardo sexy etc etc

    .

    .

    Infine… Se è vero che gli esami non finiscono mai, figurati le lezioni!!

  5. attimo scrive:

    Ma se uno è timido, come fa a reggere lo sguardo di una persona? Il vuoto rimane l’unico appiglio. Personalmente quando parlo a molte persone la mia timidezza devastante diventa quasi morfina (?) che anestetizza gli imbarazzi e non mi fa badare alla mia ansia da parlare in pubblico. Vado “oltre” la paura, non nel senso che la sconfiggo, ma passo a una categoria superiore…
    Eug, lezione di qualcosa sì, ma di esami di ingegneria no… Ormai abbiamo frequentato svariate volte anche i corsi di ambientamento (se mai ce ne fossero stati). Grazie, ho già dato. Ora viene la parte più difficile…

  6. utente anonimo scrive:

    Guardare e non osservera sono ca**I da Ca***are non so se mi spiego

  7. utente anonimo scrive:

    io ho il prof di microeconomia che si mette a passeggiare in mezzo all’aula e, mediamente,guarda un po’ tutti…sta sempre in mezzo alle palle,insomma…vabbè…

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