Sto facendo il mio tranquillo giro in reparto, in questo ospedale di periferia ci sono pochi pazienti e tutti più o meno hanno i soliti problemi. Coliche, influenze, escorazioni. I casi più complicati li portano direttamente al Policlinico in città, e a noi ci lasciano degenze tranquille, cui basta somministrare qualche pastiglia (se non ti ricordi la posologia guardi sul retro della confezione), compilare qualche cartella, sorridere ai pazienti. Routine, il manto protettivo degli uomini pigri. Improvvisamente arriva una folata di vento in corsia, fa irruzione un ferito sulla lettiga, attacco cardiaco presto subito in sala operatoria ma non c’è il chirurgo presto venga lei sarebbe il caso che si dia da fare altrimenti questo ci lascia le penne. Il bisturi incide il mantello protettivo e la tua routine inizia a sanguinare tra le tue mani. Una goccia di sudore ti bagna la lente degli occhiali, e nel frattempo gli infermieri ti guardano: si aspettano che tu faccia qualcosa, e nel più breve tempo possibile. Non hai tempo per ripensare per l’ennesima volta a come tutto è iniziato, quella colossale pretesa di trasformarti in medico, una montagna che ha saputo partorire soltanto un camaleonte, un novello Zelig che si aiuta con sguardo dimesso e mezze risposte a fingere qualcosa che non è e non potrà mai diventare. Piomba il primario in sala operatoria, e ti chiede di eseguire un’angioplastica. Vorresti chiedere di ripetere scandendo bene le sillabe, ma non ne hai il tempo (nè la faccia tosta). Subito rincalza: "lei è un medico, sa eseguire un’angioplastica, no?! cribbio?" Il sangue del paziente si mescola con quello della tua Routine. E mentre annuisci tremolante, e ti appresti ad incidere, sai perfettamente che al termine dell’operazione non sopravviveranno entrambi.

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9 risposte a

  1. utente anonimo scrive:

    si, bella…ma, concedimi, un po’ inquietante.

    bacio, ale

  2. attimo scrive:

    Bella fratello! 😛

  3. Minerva84 scrive:

    Io la trovo splendida! Complimenti!

  4. sw4n scrive:

    Ho un po’ la pelle d’oca.

    E’ il mio terrore per il sangue.

  5. Alicesue scrive:

    ho creato un Blog su splinder, se non l’avessi intuito 🙂

  6. Alicesue scrive:

    sto partecipando a un reality.. qui trovi il posto dove votare http://staseramitrasho.splinder.com/post/10779156

    e il racconto è nel nuovo Blog… se vuoi darmi una mano 🙂

    sto raccattando tutti gli amici di Blog… almeno per non essere eliminata alla prima selezione !

  7. utente anonimo scrive:

    Inquietante, anche se in parte un po’ impossibile (credo che non sia vero che se è “un medico sa eseguire una angioplastica, no?!” … e comunque per farla non “si appresta ad incidere”).

    Interessante, più vera di quanto possa sembrare a prima vista, la “colossale pretesa di trasformarti in un medico” e il camaleonte che ne discende.

    Bravosettepiu’

  8. LaPo scrive:

    nessuno è mai veramente preparato. né a tagliare né a morire.

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