Mi piace scrivere non appena mi sono svegliato. Ho ancora la gola impastata e le labbra secche, figlie del mio fanciullesco spalancare la bocca mentre dormo. I capelli arruffati, tendono ad agglomerarsi producendo, ad ogni risveglio, un diverso cesto dei fiori. E’ la primavera delle sensazioni e l’autunno dei ricordi elaborati, che si ritrovano improvvisamente alle 2 di pomeriggio spalancate le celle in cui sono rinchiusi durante la giornata, e ne approffitanno subito per godersi l’ora di aria libera. Quando apro gli occhi li rivedo lì, girovagare per la stanza, e nel giro di qualche battito di palpebre già sembrano fumo di una sigaretta spenta. Discreto si ritira, e ridiventa nulla. Sono quei momenti in cui scambi la tua sedia per un portatile acceso, e muovi un ipotetico mouse nell’aria. Ti alzi pesante dal letto, cercando di capire dove ti trovi, perchè sei in questa stanza e cosa ti è capitato. Semplicemente, hai trascorso la tua quotidiana seduta di psicanalisi, con l’aggiunta speciale, solo per oggi, di una pratica ipnotica. Il risultato è garantito: non ti ricordi nulla.

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2 risposte a

  1. GiULySsSsS scrive:

    e arrivato a quel punto scrivi un post tipo questo….o no?

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