Non voglio augurarmi niente per il prossimo anno. Inevitabile anno di svolta, in un modo o nell’altro (sotto alcuni punti di vista) ho deciso che saremo indifferenti compagni di viaggio, io e il 2007. Tu fai quello che ti garba e lasciami la possibilità di fare altrettanto. Divideremo da bravi coinquilini la casa, badando a non sporcare l’uno la stanza dell’altro. Se vuoi, mi offro per portarti fuori la spazzatura nei giorni dispari, a patto che mi fai vedere la Champions League il mercoledì sera. Sì, puoi portarti le tue amiche a casa, non mi offendo, tranquillo. Tu però non diventare assillante se la sera torno a casa tardi, o magari me ne sto via per diverse settimane di fila. Lasciamoci la reciproca libertà di aggiustarci il nodo della cravatta al mattino, senza però fare caso se uno dei due (io) uscirò spettinato alla mattina. Facciamo che ci ritroviamo qui tra un anno, e chissà, potresti non essere l’unico a cambiare aria nel 2008.
Non ci allarghiamo troppo. Ci sono troppe cose (avvenimenti incastri risoluzioni emozioni sentimenti) che dovrebbero verificarsi per placare la mia sete, nel 2007. Perciò basta, mettiamo su Let it be (sono un ragazzo pieno di novità) nel lettore, l’ultima volta ha "funzionato", e bruciamo qualsiasi aspettativa (sottolineo qualsiasi) in un falò sulla spiaggia.
Due richieste le vorrei comunque fare. La prima: di usare meno parentesi, perchè la graffa ormai non basta più. E la seconda, mi è venuta in mente in questi ultimi giorni di preparativi per la ricorrenza più odiosa che il calendario propone (sul podio insieme a Carnevale e al Compleanno, mio dio) che eviterò di nominare, tanto ci siamo capiti. Vorrei che quello che dico venisse meno interpretato, e più ascoltato. D’accordo, mi piace ammiccare e disorientare (?), adoro l’extratestualità, la metaletteratura, i riferimenti e i sottointesi, la rava e la fava, ma molto spesso quando esprimo un concetto, quello è. Provate a prenderlo così come esce dalla mia bocca, senza appiccicarci sottotitoli o addirittura cimentarsi in un verosimile doppiaggio.  Proviamo (già, pure io non sono immune da questo vizio) a leggere il labiale, tappandoci le orecchie. Servono abbondanti dose di fiducia, e temo che nè il sottoscritto nè il mio futuro coinquilino l’abbiano segnate sulla lista della spesa.

Vado a imbarcarmi su un treno per Lione (non è vero, ma è il primo test riguardo all’ascoltare. Se dico Lione e non il reale posto dove andrò nei prossimi giorni, un motivo ci sarà).

Iniziamo bene.
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5 risposte a

  1. utente anonimo scrive:

    a questo punto mi auguro di averti ascoltato, in tutto questo tempo. a tratti, credo, ti ho anche interpretato…ma non so quanto mi sia riuscito bene. 😉

    io, forse, mi ritrovo nella posizione contraria: mi ascoltano, ma non mi interpretano…qualcuno dice, riguardo ai miei post: “sono incommentabili”. non ho ancora capito se nel bene o nel male, ma questo è…e, penso, questo sarà. non so nemmeno se voglio cambiarlo.

    ti ascolterò di più, perchè è più bello!

    bacio e abbraccio

    e spero a presto, in quel di Ferrara.

    ale

  2. bando scrive:

    buon viaggio allora

  3. Minerva84 scrive:

    Dovrai raccontare del viaggio allora! Buon anno!

  4. utente anonimo scrive:

    E’ vero, per capirsi, comunicando, la cosa più importante è la fiducia. Grazie di avermelo ricordato 🙂 buon viaggio

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