L’indie è morto, come ben disse kAy qualche tempo fa. Ognuno si può scegliere l’inclinazione e la colorazione che più gli aggrada delle righe sul maglione, ormai distese sugli addomi di ogni giovine. Esiste solo un modo per far resuscitare l’indie, credo: renderlo unico e irriproducibile, e perciò "eterno". Abbinate a un completo elegante giacca e cravatta un bel paio di pantofole stracciate. Indossate sopra alla maglietta lounge trendy wine bar un tascapane realizzato con la stoffa di un vecchio divano. Questo per quanto riguarda lo "stile". Poi per tutto il resto (musica, ma non solo), tramutatevi in assorbenti intimi di spunti e stimoli audiovisivi e rilanciateli dopo un’elaborazione interiore. Più che l’esaltazione dell’invidualità, è la consapevolezza che trasformandoci in un laboratorio di miscele e contaminazioni nessuna etichetta potrà ingabbiarci e spedirci in copertina di una ‘zine. Aldilà del mainstream e delle nicchie, sei tutto e niente: sei tu, soprattutto.
Quindi, a differenza del 2005, quest’anno non faccio classifiche: tanto è inutile, non mi vengono bene, non so decidere valutare e soppesare perchè ascolto poco oppure troppo (se mi fisso su qualcosa è la fine), alternando periodi di ascolti fugaci a settimane dove voglio circondarmi di silenzio, anche solo per captare il Rumore di Fondo. Facciamo che per questo 2006 romanzesco, con colpi di scena ma pure lunghi pianosequenza (la camera segue un corridoio e si avvicina all’angolo del muro, pronta per svoltare e vedere che c’è nell’altra stanza) non stilerò bilanci musicali, ma riverserò le schegge che mi hanno scalfito o semplicemente fatto il solletico, senza per forza essere sbocciate quest’anno (il Passato è un corvo appollaiato che non se ne vuole andare dal trespolo, e allora inizi ad ignorarlo e quasi non ci fai più caso, a quel corvo che ti staziona in casa). La mia colonna sonora del 2006:

Belle and Sebastian – This is just a modern rock song
c|o|d – Desoleè
c|o|d – Canzone contro di me
Muse – Knights of Cydonia
Julie’s Haircut – Satan Eats Seitan
Lovecoma – Capitano
The Smiths – Heaven Knows I’m Miserable Now
Afterhours – Bye Bye Bombay
Ludovico Einaudi – Nuvole bianche
Arcade Fire – Rebellion (Lies)
Youth Group – Forever Young
Tiromancino – Com’è profondo il mare
My Latest Novel – Sister Sneaker Sister Soul
Built to spill – Goin against your mind
Vasco Rossi – Amico fragile
Band of Horses – The Funeral
The New Pornographers – The Bleeding Heart Show
Carpacho – Regole per un cervello difettoso
Damien Rice – Delicate
I’m from Barcelona – Oversleeping
The Delgados – All you need is hate
Girls in Hawaii – Organeum
Mogwai – Friend of the Night
Pertubazione – Portami via di qua sto male
Laakso – Aussie girl
Sigur Ros – Glosoli
dEUS – Instant street
Belle And Sebastian – Sleep The Clock Around
Queen Of The Stone Age – Another Love Song
Muse – Citizen erased
BuenRetiro – Demodè
Marlene Kuntz – Lieve
Shout Out Louds – Please Please Please
Terence Blanchard – 25th Hour Final Theme
The Beta Band – Dry The Rain
Beirut – Postcards From Italy
Paolo Benvegnù – Cerchi Nell’Acqua
Oasis – Live forever

(Lo so, è un cumulo di canzoni, non una lista dei migliori album. E so anche che sembrano buttate qui quasi per caso. Ma il criterio è molto semplice: è quello che ho ascoltato di più, non necessariamente il meglio ma il più vissuto, e in molti casi le due cose coincidiono. Quello che mi viene in mente, lo aggiungo. E magari ci faccio pure un nastrone, via, in attesa dell’immancabile Ciccsoft Compilation…)

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4 risposte a

  1. Ale_87 scrive:

    la compilation mi pare di conoscerla…;-)

    bacio

  2. attimo scrive:

    Le schegge volano un pò ovunque… 😉

  3. serbugo scrive:

    strano leggere friend of the night proprio mentre la stai ascoltando…

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