Prima, mentre ero in doccia, ho deciso di infilare una mano nel petto, così per vedere lo stato delle mie interiora. Ho afferrato il cuore e mi sono accorto che è fatto di plastica. Lo soppeso con la mano, questo strano soprammobile del corpo, i globuli rossi, oltre a inzupparlo di ketchup evidentemente non si preoccupano di pulirlo, perchè è ricoperto da un sottile strato di polvere. Un cuore di plastica tra le mani: sottoposto a fonti di calore, si gonfia o si deforma. Si scioglie, fondendosi su se stesso, e poi risolidifica. Materia malleabile eppure non si spezza. Lo faccio rimbalzare contro le pareti gocciolanti del bagno: è leggero e resistente agli urti. Ma la sua superficie si graffia, si formano dei solchi in cui si va annidare lo sporco, con il passare del tempo. E il getto della doccia, anche se forte e impetuoso, non riesce a stanarli, a evitare quell’effetto vintage su questo soprammobile vitale. Una lucidata, torna pulito ma perde brillantezza, ad ogni passata si fa opaco. E’ pieno d’aria, galleggia come una paperetta gialla nella vasca, cullandosi sulle onde concentriche dello scarico, verso un mulinello senza destinazione. Non si gioca coi sentimenti, e lo riprendo in mano, questo cuore di plastica azzurro. Poi lo rinfilo tra le costole e i polmoni. Una volta inserito al suo posto, provo a picchiettarci sopra: e sento che rimbomba.

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4 risposte a

  1. Minerva84 scrive:

    Molto surreale…davvero

  2. bando scrive:

    io son svenuto alla prima riga..

  3. utente anonimo scrive:

    no, secondo me è un cuore grande…in tutti i sensi. bacione

    ale

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