Per uno come me, capace di fare battute sguaiate durante le proprie oggettivamente tristi sconfitte, o di rimanere con un accenno di malinconia anche mentre esplode la più folle gioia collettiva, fa sempre un certo effetto vedere il bianco che si tinge di bianco, e il nero che si fa nero, senza sfumature. Da pseudorelativista convinto, rimango tuttavia affascinato dalle manifestazioni di assoluto, forse perchè è la mia segreta ambizione o forse chi può dirlo, è così, e basta. In due serate a Padova ho potuto ammirare con i miei occhi un’esemplare di persona felice, quasi spudoratamente direi, con un sorriso che era un buco bianco che inghiottiva ogni cattivo pensiero, e due occhi modello supernova. Ho riprovato una sensazione simile, quella di toccare con mano cosa sia la felicità, quella volta sui tornanti del Lago di Como e una Vespa scoppiettante davanti a me. Sono fenomeni particolari, che andrebbero preservati. Essere autenticamente felici, ed essere autenticamente tristi, senza compromessi con la realtà o le circostanze, è caratteristica unica di questa persona che ci ha accolto per due serate nella sua piccola dimora, e mi ha fatto sorridere anche a me, perchè so che ha sperimentato l’assoluta tristezza, ed era ora che riuscisse a toccare con mano l’altra metà del cielo. A Mantova, a 90 km da qui, c’è in pieno centro un antro con un dispaccio automatico del latte appena munto. L’autenticità applicata ai tempi moderni, dove il piacere di godere di qualcosa di unico e genuino, altrimenti detto "felicità", si aggiorna e si tiene al passo coi tempi, adeguandosi ma senza conformarsi, inserendosi nel flusso odierno senza esserne stravolto e continuando a emanare la sua vera intensità. Paragonare una persona a un dispaccio automatico del latte in pieno centro forse non è molto elegante, ma penso che lei leggendo capirà il senso. Perchè lei e il senso spesso si ignorano ma a volte vanno d’accordo come se fossero vecchi amici. Mettete una campana di vetro sopra quella casetta di Padova, e non preoccupatevi se non respirerà, perchè in quel caso ci metterà un attimo a frantumarla…
Sul fatto che debba percorrere 70km (sola andata) per eseguire la mia scenografia sul crescendo dell’evergreen Take me out, che dovrei percorrerne 250 (sola andata) per farmi sparare in bocca panna montata da qualcuno senza che mi incazzi, e che circa 3 km più in là (sola andata) da dove sono ora ci sia un nodo che non riesco a sciogliere, ma anzi in alcuni bizzarri momenti vorrei stringere, per oggi soprassediamo.

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3 risposte a

  1. Minerva84 scrive:

    Trovare onestà di passioni e sentimenti è così raro. La genuinità (si dirà, mah…) emotiva è merce preziosa e il paragone con il latte fresco è proprio azzeccato. Ma sei di Mantova?

  2. utente anonimo scrive:

    La felicità è questione di attimi, metterne in fila molti è un dono incomparabile.

    Ma è della serenità e della semplicità che ho imparatoada ndare orgogliosa…

    Bacini.

  3. utente anonimo scrive:

    felicità…è un concetto difficile, molto relativo e abbastanza inconsistente. la cerco da tanto, ma, come te, sono capace di star male in mezzo alla gioia e di star bene in mezzo alla tristezza. cotraddizioni e ambiguità della vita.

    bacio, ale

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