Il cielo odierno assume pacati colori anestetici come in un quadro di Magritte, quasi a volersi sintonizzare con il mio addomesticato stile postferragostiano. Sì, le nuvole si gonfiano a disegnare un volto sorridente e compiacente, un omino Michelin contento di questa mia svolta e tenta di abbonirmi ulteriormente tramite trucchi pelosi. Che fine ha fatto l’edera arrampicata agli alberi secchi postsalentini e preferragostiani? Si è adagiata al terreno, strisciando come una lucertola infreddolita per la mancata esposizione solare, ed ora rincorre uno spicchio di pallido sole. Tutto è pacato e mansueto, nei territori della pax sociale dove non c’è spazio per striscioni di protesta e adunate di piazza, ma solo la riverenza verso i passanti e i buongiorno rilasciati come scontrini fiscali. I primi effetti di questa politica annacquata, molto democristiana, li si vedono nei miei lodevoli tentativi di imbastire una normale anzi cordiale conversazione con il mio ex (e finora unico) capo, che oggi mi ha fatto dono di una liquidazione pronta per essere sperperata in (barrare solo una delle seguenti caselle, per riempirle tutte trovatevi un altro lavoro):
– lettore mp3 come si deve;
– breve gite della domenica come si deve;
– capi di vestiario come si deve;
– spargerli come le briciole di pollicino tra un venerdì sera al pub e un sabato sera in altri locali come si deve, il tutto inaffiato con piadine come si deve;
– varie ed eventuali imprevisti (come si deve).
Come si deve
. Gli ho persino chiesto, al capo poco severo, nell’ordine: se andava in vacanza, e dove sarebbe stato. Banalità assolutamente banali, per la moltitudine, ma per me uno sforzo di pacatezza e cordialità verso l’ordine precostituito incredibile, che nemmeno quando indossavo la divisa sociale mi era uscito fuori. E poi in banca ho sorriso persino alla guardia giurata che stazionava davanti alla cassa, a custodire la finanza fittizia di questo mondo (sarebbe carino, invece di provare a saltare tutti insieme per spostare l’asse del globo, organizzarsi tra tutti i contocorrentisti del mondo e richiedere simultaneamente tutti i nostri soldi. E poi guardare il Caos divertiti, e farsi beffa del concetto di Economia Virtuale. Fine Divagazione.) dopo aver fissato per 10 minuti la pistola nella sua fondina. Ho chiuso fuori dalla porta certe inquietudini, e non mi sono ancora venuti i sensi di colpa che mi fanno sbirciare dallo spioncino e guardarle accasciate imploranti sul pianerottolo di casa. Aspetteranno, magari invano, ma oggi il cielo è pacato e anestetico, e fuori dalla finestra c’è un omino Michelin che mi guarda.

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6 risposte a

  1. Ale_87 scrive:

    l’idea di scatenare un caos economico mi piace da morire…e, per il resto, il cielo anestetico è straordinario, almeno quanto quello che scrivi, come al solito. :-*

    ale

  2. Folle scrive:

    L’omino michelin, alla fine, ne ha fatta proprio tanta oggi… ci ha annaffiati tutti per benino.

  3. utente anonimo scrive:

    Sai che quella del conto in banca è unidea pazzesca?? E’ quell’operazione destabilizzante che cambierebbe il mondo.

    Come fare per organizzarla?

  4. ma.L.ice scrive:

    Il commento l’ho letto ieri sera, ma volevo aspettare un po’ prima di rispondere, per dire due parole sensate piuttosto che. Sono abbastanza perplessa (ecco, ora mi toccherà odiarmi da sola), non tanto perché il commento non ha né capo né coda (anche se io credo ce l’abbia entrembe), ma più che altro perché sembra commentare un altro post, un altro blog, un’altra persona. Sei certo di non aver parlato più che altro a te stesso? Certo anche di non riferirti al tuo di tono aggressivo ed ai tuoi di post sul genere (o meglio, sul tono e sul genere che hai voluto individuare)? Perché nel mio non si presenta, in nessuna forma, niente di ciò che hai chiamato in causa, dal tono ai perché. Così come non si parla di bene o di male, ma solo di diversità, non di diversità dal mondo brutto e cattivo, ma da una categoria di persone che evidentemente (dati i tuoi toni, che poco hanno a che fare coi Coldplay, l’indifferenza e la reazione alla banalità) ti senti di rappresentare, almeno per alcuni aspetti. Non ci sono rivendicazioni o aggressioni da fare, c’è solo un messaggio, destinato ad un qualcuno, che dice Io non c’entro nulla con la gente che piace a te, con la gente che frequenti, e non credevo si potesse così largamente fraintendere, specie da… Per il resto, be’, abbiamo parlato di qualcosa di molto simile proprio l’altra sera, e non ricordo che il mio post si chiudesse con la tipica esclamazione sfrociante da maschio-blogger Allora io non sono un blogger!, o peggio ancora con un Oh me tapina, sola ed incompresa (no, non era nemmeno sottinteso). Mi dispiace ma il tuo commento mi ha lasciato solo un grande bo’, perché proprio non l’ho riconosciuto in quel contesto, presente quando uno dice lampioni e l’altro risponde coglioni? Piuttosto, poi dimmi una cosa, ti sembra aggressivo anche il tono di questo commento? Perché a quel punto ci sono problemi di comunicazione, che ti interessi o meno. :-/

  5. ma.L.ice scrive:

    Mhm, a me sembra che si continui a parlare di due cose differenti, perché evidentemente tu in quel che dico ci vedi una cosa, io, che lo dico, ovviamente un’atra. Non condivido pertanto l’interpretazione che hai dato al mio post, né al commento quì sottostante, ma vista la tua indifferenza/distanza (due commenti che fanno praticamente posts a parte data la lunghezza e l’accurato trattamento del caso) rispetto all’argomento, non vedo perché annoiarti ancora con lo stesso. Se ti farà dormire sonni più tranquilli (ribadirai che non te ne frega nulla, eppure non hai parlato d’altro) no, il tono del post, l’argomento del post, l’intento del post, il colore del carattere usato per scrivere il post… Non erano aggressivi, né volevano esserlo, né – a mio avviso – lo risultano. Se ti risulta difficile fartene una ragione, aiutati con la punteggiatura, di solito è quella che dà l’intonazione ad un testo cartaceo.

  6. utente anonimo scrive:

    tra tanto rumore un sussurro…

    blulù

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