Potrebbe trattarsi di paura. Che io diventi come loro. Che loro diventino come me. Che tutto diventi qualcosa.
Non si scrive per la paura di non trovare le parole. Non si tira in porta per la paura di una svirgolata. Non si scivola nel torbido per la paura che potrebbe piacerti. Non si abbandona perchè potrebbe non tornare indietro. Non ci si lega perchè non si potrebbe più scappare. Non si frequenta quei posti perchè potresti finire per assomigliarci. Non bevi perchè potresti continuare a vedere le cose allo stesso modo. Non si canta perchè si potrebbe stonare. Non ti concedi perchè potrebbero scoprire che vali. Non spieghi perchè potrebbero capire. Non sveli perchè potrebbero assimilare.
Io ci aggiungerei anche una questione di orgoglio. Ne avessi, avrei anche un abbozzo di futuro, invece di ritrovarmi un cavalcavia crollato su una superstrada.

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2 risposte a

  1. FanciullaInVolo scrive:

    Beh… che dire? Come darti torto…

  2. utente anonimo scrive:

    L’orgoglio spesso e volentieri bisogna metterlo da parte per sentirsi più umani…

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