Hate is everywhere, look inside your heart and you will find it there
You ask me what I mean
Hate is all I mean
[The Delgados – All you need is hate]

E’ altrettanto inevitabile, oltre alle zucchine infami, infliggere involontarie cicatrici sulla pelle degli altri. Mi hanno sempre insegnato che devo preoccuparmi dei miei interessi e non di quelli altrui e fare quello che sia meglio per me. Da bravo allievo quale sono, ho quasi sempre cercato di accontetare tutti, che questo significasse sorridere a denti stretti, fare un giro nella ridente città di Sodoma, cacciare dalla mente le proprie ambizioni, era secondario. Fatemi sentire in colpa, e vi donerò il mondo e tutte le sue creature. Questo mio decisivo tallone d’Achille funziona ancora oggi brillantemente, ma sta pericolosamente (?) iniziando a dare segni di cedimento. Mi comporto male, e non è una novità. Mi comporto male, e non me frega un emerito. Forse mi comporto legittimamente male, e non si innesca il solito cattolico meccanismo del senso di colpa grazie a quell’avverbio. Però per uno che fa fatica a gettare la cicca fuori dal finestrino, tanto normale non è. Non mi era mai capitato di sentirmi considerato male da qualcuno, almeno, non lo ero mai venuto a sapere. Fa un certo effetto sapere che questa volta no, non ti perdono il tuo solito comportamento apatico assente enigmatico senza considerazioni. Ci si spiegare, giustificare, specchi su cui arrampicarsi ce sono tanti in giro, potresti inventare situazioni reali che sorreggano il tuo castello di cartapesta, ma stavolta hai deciso di no. Non c’è niente da spiegare, solo prendere atto che qualcuno ha sfortunatamente inventato dettagli come Incompatibilità e Incomprensione. Va accettato. Questa volta non mi scaglierò contro un mulino a vento, ed è questa la mia "colpa". Non mi interessa rovesciare la realtà, accetto il mio cinismo che produrrà odio. Nessuno è destinato a piacere a tutti, non siamo macchine ma fango dotato di decente sembianze, e prima o poi gli schizzi vanno a sporcare la pelle altrui. Peccato. Ogni giorno è un Babbo Natale che viene investito dalla sua slitta.

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7 risposte a

  1. utente anonimo scrive:

    chiaro che non si può piacere a tutti e che non ci importi di piacere a quelli che non ci piacciono… ma non è che vuoi farne un alibi? comunque, sia come sia: meglio un sentimento chiaro, anche se negativo, che l’indifferenza.

    meglio spiegarsi piuttosto che giustificarsi, quello mai…

  2. Ale_87 scrive:

    sono pienamente d’accordo con il mio amico natsu, qui sotto…

    meglio la chiarezza, meglio spiegarsi.

    fabio, tu e il tuo cinismo, del quale più volte ti sei accusato in mia presenza (virtuale, s’intende), non andate molto d’accordo…nel senso che una persona cinica difficilmente ammette di esserlo. come, del resto, una persona supponente difficilmente ammette di esserlo; e lo stesso vale per gli sfrontati, i violenti, i colpevoli, i maleducati, gli snob… per questo, credo che il cinismo, che non per forza è un atteggiamento negativo, non ti appartenga poi tanto. più che altro, come diceva natsu, forse è un alibi per dire a te stesso che “sei fatto così e non te ne importa”. forse è la volontà incoscia di soffocare un problema, un “regolamento di conti” che, per paura o impossibilità, non riesci a chiudere. parla CON te stesso, non A TE stesso.

    secondo me, te l’ho sempre detto, non sei una persona cinica.

    un abbraccio, ale

    PS: continua a scrivere!

  3. Minerva84 scrive:

    Già…a volte la chiarezza serve. Io sono stata educata ad essere sempre ben disposta e rispettosa verso tutti…poi però ho perso un attimo il controllo…

  4. theego scrive:

    Non mi pari una persona cinica… Sei troppo buono ed accondiscendente per essere definito “cinico”. Certo con il pensiero magari si, sai quante volte chiacchierando hai delle uscite da cinico ma chi non le ha? E non per forza è una cosa negativa! :-p

  5. attimo scrive:

    Perdi il controllo e perderai anche il diritto di rimanere sul campo da gioco. O forse sono io che ho una visione un pò troppo tragica in materia. Sì, è vero, è anche una sorta di alibi, per poter dormire sonni tranquilli e delegare tutto ai “grandi e inspiegabili meccanismi della vita”. Ma è anche un tentativo di dare spiegazione a qualcosa di cui non trovo un significato plausibile. Va beh.

  6. janluca2 scrive:

    vorrei citare un tipico stereotipo italiano:- …e fù così che finì tutto a tarallucci e vino….

  7. rotaciz scrive:

    “Fatemi sentire in colpa, e vi donerò il mondo e tutte le sue creature. Questo mio decisivo tallone d’Achille funziona ancora oggi brillantemente”

    A volte nel leggere quel che scrivi rimango sconvolta.

    E’ un po’ come quando io litigo sapendo di aver ragione. Tu trattami come avessi torto e io mi sentirò adeguatamente in colpa. Da là sarò manipolabile.

    E di questo il mondo se ne approfitta.

    Tenere duro.

    Sempre.

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