Nel frattempo è stato organizzato un grottesco Circo infantile. La scena è la seguente: atrio di un centro commerciale in cui sono state installate costruzioni in gomma gonfiabile, successivamente riempite con un’elevato quantitativo di palle colorate. Le pareti, costituite da una rete morbida ed elastica, consentono all’ossigeno di penetrare all’interno ed evitare spiacevoli inconvenienti. L’ingrediente principale della kermesse è rappresentato dalla gioiosa ed esuberante predisposizione al Gioco dei Bambini, vittime ignare di strategie di marketing. Genitori sadomaso infatti riempiono il ventre delle costruzioni plasticose col ghigno sulle labbra, quasi come si riempie il tacchino il giorno del Ringraziamento, e ci si leccano i baffi. Più bambini vengono inseriti e più aumenta il Caos all’interno delle macchine colorate: palle e fanciulli iniziano un movimento vorticoso che andrà avanti fino all’orario di chiusura, con i pater familias intenti a conversare tra di loro su prodotti sotto costo e improbabili uscite serali. Il bambino, una volta inserito là dentro (diomio) perde ogni abbozzo di connessione cerebrale ed inizia a muoversi senza scopo e senza una meta precisa, rimbalzando qua e là e arrossendo visibilmente sulle guancie. Paonazzi esserini gridano come pazzi e continuano a saltellare pseudoimpazziti. Sembrano pieni di vita, ma nei loro sguardi fissi nel vuoto, che riesco a intravedere nella penombra del ventre delle costruzioni gonfiabili, riconosco la stessa espressività delle palle colorate su cui infieriscono i piccoli piedini. Scenario agghiacciante, anzi, ovviamente agghiacciante, inghiabbiare bambini per tenere aperto un centro commerciale in una stupida e inutile domenica di fine gennaio con la nebbia e le strade semideserte, che sento affiorare il senso di colpa in tutti noi presenti anche solo per un istante alla scena. E’ che non c’è tanto altro di meglio da fare, si giustificano gli occhi dei genitori mentre tengono a bada il carrello mezzo pieno di Pepsi e Buste Barilla Pronte in 5 minuti.

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4 risposte a

  1. Ale_87 scrive:

    hai ragione…e non ti nascondo che anch’io ho giocato in quegli “affari” qualche volta e non era neppure troppo tempo fa. ma la mia era più una voglia di “cazzate”, di cose senza senso, di svago “stupido”. i bambini, invece, loro no: sono ingenui – ma neppure troppo – sono inesperti, sono gioiosi, irriducibili…e, per questo, li tengono in gabbia, colorandola tutta quanta, in modo che non sembri. mah…

    bacio ale

  2. utente anonimo scrive:

    a me non mi ci hanno mai voluta mettere dentro a quei cosi. ne soffro ancora. e sono diventata come sono.

    Lucea

  3. janluca2 scrive:

    attimo 6 un GRANDE!

  4. janluca2 scrive:

    preciso Ma per spirito de oservazione entiendees? grazie x attenzn ciao stai bene BY sud Alpi

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