L’altro giorno spiegavo al mio collega di Messenger (nonchè tante altre cose) che questa canzone (clicca qui per ascoltarla) ha veramente un tiro eccezionale. Lo so bene che i puristi mi verranno a dire che gli altri due album degli dEUS erano di altro spessore (non saprei, non li ho ascoltati) ma questi 7 minuti vanno in loop e hanno tiro, fanno presa, sono caldi e pieni, le mie orecchie sono sazie così e questo è per me un insindacabile metro di giudizio. Tra l’altro, in due giorni ho usato due termini (feedback e tiro) per spiegare due canzoni, ed è una cosa che ho sempre

pausa, l’autore si ferma a simulare con le braccia il crescente bacchettare della batteria

che ho sempre sognato di fare, me tapino musicale: invidio tantissimo i recensori di losingtoday,ilmucchio,blowup,rumore,furore e compagnia cantante, che sanno montare su un album un saggio denso di termini che giustifichi la bellezza di un album altrimenti pressochè sconosciuto. Lo ammetto, a dire termini come tiro e feedback ho interiormente goduto (sono ironico, ndA) (non è vero, ndA), il prossimo passo resta riuscire a limonare sul divanetto di una discoteca con quella morettina dagli occhi azzurri, segnare con un pallonetto dalla metà campo e rispondere a tono al Direttore Poco Severo. I momenti di gloria di una vita Pericolata che andrebbero elargiti a tutti noi, previo Decreto Legge Divino, o di chi fa le veci di questo Universo.
Mia sorella sta provocando rumori pesanti sul pavimento nonostante pesi quanto una piuma. Significa che si è comprata degli stivaloni. Significa che porta questi stivaloni come l’ha deciso la micromoda dell’autunno, ovvero dentro i pantaloni, alla cavallerizza. Significa che mia sorella, cresciuta a Madonna e Take That prima, e Bjork-U2-Springsteen poi, troppo timida per non accettare le mode ma pure troppo remissiva per "cavalcarle" in pieno, ha ceduto nuovamente. Ma io la perdono, pure io bazzico dietro alle supermegafantasmagoriche sms card (che però le considero come necessarie al mio precario equilibrio economico), e la perdono perchè mi chiedo se abbia ancora senso, arrivati a questo punto, incazzarsi e indignarsi per dei pantaloni infilati in un paio di stivali. Fa tutto parte di un disegno più ampio, di un complotto su scala mondiale ordito dai tempi della rivoluzione industriale e del Capitalismo. Se non capite a cosa mi riferisco ascoltate per un attimo i deliri di tale Massimo Fini, adoro chi va in televisione anche solo per 5 minuti e si permette il lusso di sentenziare quello che dicevano gli Afterhours in una canzone. Che dicevano?
Che la gente sta male. Banale, d’accordo. Ma Male nel senso che siamo su un binario deviato, che siamo in un flusso senza prospettive, facciamo affidamento su risorse esauribili e produciamo esuberi in un sistema chiuso che non può contenerli, è talmente ovvio che persino un bambino lo capirebbe, a parte quel frugoletto dell’altro ieri che voleva una fetta di diavola ma in mano aveva solo 2.50 euri e invece, bimbo mio, la diavola costa 3.30, come facciamo? Ecco forse quel bambino che sogna le diavole a prezzi modici è un tantinello utopistico e non riuscirebbe a comprondere l’ovvietà del Punto di Non Ritorno. Ci illudiamo di spostarlo ogni giorno che passa, che siamo ancora in tempo, che per oggi è andata così ma domani vedrai, e invece il Punto di Non Ritorno è superato perchè proprio non esiste. Il marcio è alla radice. (Applausi convinti, reggiseni sul palco, flash di fotografi) (promemoria: interrogarsi sul frequente accenno a termini come limonare e reggiseno).
Inseguire la normalità ci ucciderà. Io voglio gioire della mia felicità. La verità è che la vita quotidiana è Propaganda Politica degna del miglior sistema totalitario. La sveglia, lavarsi i denti, infilarsi i pantaloni negli stivali, scrivere sul blog, ricevere telefonate, comprare i biglietti per i franzferdinand, pranzare, timbrare il cartellino sul lavoro, rientrare a casa, uscire con gli amici, fidanzarsi, innamorarsi, mettere in piedi progetti alternativi, fuggire, tenersi tutto dentro, dai dettagli fino alle Grandi Domande fa tutto parte di una complessa e reticolata Propaganda atta a mettere fumo negli occhi, a rimanere impigliati qui e non Altrove, a perdere coscienza nonostante tutta la Conoscenza che possiamo racimolare. I giorni passano e tu non ti accorgi dell’irreversibilità su grandi dimensioni e della corrutibilità in piccola scala della tua vita. Anche quelle parentesi che ti prendi non si chiamano altro che tregue, le battaglie le vinci ma la guerra, a parte per i Baustelle, non finisce mai. E’ uno spostare l’asticella sempre più su, accorgersi che nel frattempo la spinta propulsiva delle tue gambe è calata. E’ un cedere progressivamente su tutti i fronti, dal tempo libero alle piacevoli abitudini ai vizi, tutto per non farci rendere conto che si, stiamo male. Il Grande Fratello siamo anche noi, che rinchiudiamo tutto il nostro sentire e tutte le nostre doti in un binario che si ferma solo per fare scendere i passeggeri. Si chiama Compromesso, significa Sconfitta. La vita di tutti i giorni è un pò come l’ultima sigaretta.

Tutto troppo lungo, meglio che ritorni a scrivere di nick di messenger, che di altre cose non ho la voglia di farlo, grazie a questa piena Vita Quotidiana. C’è chi dice che c’è un tempo per ogni cosa, e chi invece pensa che a forza di rinunciare perchè manca la voglia o la padronanza delle sensazioni, si finirà per far parlare pagine vuote al posto tuo.

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8 risposte a

  1. Ale_87 scrive:

    non so dire i pensieri che hai appena scritto a parole mie…non sono capace e vorrei appropriarmi del tuo testo per dire che è opera mia. è limido, chiaro, anche se l’argomento trattato è ben altro che semplice. io non so capire il senso della vita, non so perchè produciamo esuberi in un sistema chiuso e perchè facciamo affidamento alle risorse esauribili. Non so perchè la vita quotidiana è un po’ come l’ultima sigaretta…si dice sempre: domani smetto di fumare, ma non succede mai. già. non succede mai. non siamo capaci a rompere gli schiemi e se proviamo a farlo c’è sempre qualcuno pronto a dire che è sbagliato, che è pronto a biasimarti, che è pronto a urlarti addosso che non vali niente.

    una mia amica non parla con i suoi genitori perchè suo padre ha l’amante e sua madre lo sa, ma sceglie di restare con lui. lei non pensa più agli stivali e neppure ai tre euro e trenta dalla Diavola. lei, adesso, si è trasferita a casa di sua nonna e vorrebbe cambiare tutto della sua vita. ma non può. ci sono cose molto più grandi di noi, molto più assurde e molto più dolorose di quello che pensiamo.

    la vita non cambia senza sofferenza, senza dolore interiore, senza follia e senza giudizi. la vita non cambia senza coraggio.

    bacio, ale

  2. theego scrive:

    Ma che hai visto Bonolis?

    Scherzi a parte, un post del genere mi ricorda molto un Fabio di Betterdays o sulla Prateria, du iu rimember?

    No, scherzi a parte: ‘du palle.

    Ok vabbè, ma scherzi a parte: vuoi un bicchier d’acqua come Celentano? Bravi i dEUS comunque eh? 😉

  3. Minerva84 scrive:

    Un post ricchissimo.Primo, anch’io quando mi godo un cd, un film, un libro, non ce la faccio a costruire un gran castello di parole. Secondo, anch’io do segni di cedimento al sistema,io la ribelle, l’anticonformista sono scivolata nel conformismo dell’anticonformista acquistando capi d’abbigliamento anticonformisti nel loro conformismo.Insomma…ho il lecito dubbio che alla fine siamo tutti sulla stessa barca…che affonda.

  4. Ale_87 scrive:

    già…che affonda…

  5. bando scrive:

    ho scritto oggi su un blog che la gente sta male, non so perchè, riferito a qualche cosa scritto sopra che mi sembrava parlasse della gente, di questa gente.

    e anch’io sto male, forse sto sempre male e mi accorgo di tutto, pure dei sospiri e se manuel canta poi penso che è riferito a me e penso che forse sarebbe il caso di dire alla gente che abbiamo toccato il fondo e mi ci metto anch’io che entro al marcopolo e vorrei uscire subito ma poi compro il cd a 10 euro o penso che in fondo chissenefrega e tutti ce ne freghiamo no e quindi oggi tocca a me perchè mi son rotto le palle che tutto vada male e non posso pensarci solo io che non sono + un ragazzino, come manuel che lo sa.

  6. attimo scrive:

    Ale: per far saltare il banco, che è un pò quello a cui tutti, chi più chi meno, aspiriamo, bisogna necessariamente farsi “male”, inteso come farsi “bene”. Confusione.

    Eug: all’epoca della Prateria ero ancora giovane e ingenuo, ora (un pò meno) solo giovane. Però uè sei forte, sai? Anzi, vuoi sapere una cosa… Non me la ricordo mica… [applausi dal pubblico in sala, 48% di share]…

    Minerva: diciamo che siamo tutti sulla stessa barca, il problema è in che direzione rema la maggioranza dei vogatori…

    bando: senza il cd da 10 euro poi si collassa. la gente sta male ma non se lo vuole sentir dire, però vuole essere curata ma senza metodi invasivi, vuole essere distratta ma senza che venga tenuta all’oscuro.

  7. utente anonimo scrive:

    i tuoi post acchiappanno. vai a riscuotere una volta tanto.

  8. utente anonimo scrive:

    Alla cassa?

    a

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