Cammina a piedi nudi sul freddo pavimento di marmo, avanzando tra le mura amiche con passo trascinato. Solleva il coperchio della pentola e una vampata di vapore gli copre la vista del contenuto. Distrattamente lo ripone. Si muove nella direzione del vento, una finestra è stata lasciata aperta e la tenda verde si lascia maltrattare dalle correnti d’aria. Guarda furtivamente fuori, intravede un cielo grigio e la macchina dei vicini che sta parcheggiando. Di nuovo volta il capo, lentamente e pesantemente… lascia scorrere la mano sul lungo armadio nero, liscie e levigate pianure si alternano a dossi e fossi impercettibili, che fanno sobbalzare le sue dita. Lo spazio che la materia ha assegnato all’armadio finisce e la mano precipita sul suo fianco, ed inerme sbatte contro la porta della stanza. Si riflette nel nero della televisione che dorme, nessuno l’ha ancora svegliata. E ritorna al punto di partenza, ed è tutto come lo aveva lasciato. Il giornale aperto, il telefono in carica, i fogli caduti per terra, l’elaboratore che lampeggia e implora: Ci sei? Rimane fermo sul ciglio, la sua ombra si allunga fino al termine della stanza e va a ricoprire i silenziosi protagonisti di una mattina di fine estate.

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Una risposta a

  1. Ale_87 scrive:

    perchè vai in giro, di notte, con una pentola in mano?

    cmq, è proprio un bel post. ho immaginato di essere io. è perfetto.

    bacio, ale

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