A morte i pixel e i cristalli liquidi. Lo schermo riflette il mio sguardo assente. Siamo tutti imprigionati in questa melassa di silicio. C’è qualcuno che urla per un addio al celibato e c’è chi affonda in una porta spalancata sul nero. C’è qualcuno che urla per una botta di vita e chi non si sente affatto leggero. Pesanti ed impregnati di egoistiche sofferenze. C’è troppo egoismo e troppo altruismo, a questo mondo. Individualisti sfrenati che crollano come soldati in trincea se non vengono sfiorati da un sorriso altrui. Mi drogo di chat e messaggeri contemporanei e allo stesso tempo odio questa vetrina di pixel. Grido al mondo che amo quei rottinculo falliti degli Oasis, perchè le note sono senza tempo e non hanno bisogno di dignità e background per fiondarti i timpani. Ci dicono che dobbiamo realizzare i nostri sogni e non smettere mai di crederci, quando invece è chiaro che ogni giorno è un morso alla nostra Resistenza, è un ripiegare di un metro, un dover accettare gli eventi e le circostanze. Ma le circostanze dipendono dalle nostre scelte, e le nostre scelte dipendono dallo stato d’animo che a sua volta è correlato all’andamento del nostro presente e avanti così non la finiamo più. Vorrei saper mentire ed essere incredibilmente convincente, per consolare un’anima che forse ma soprattutto crede di avere capito tutto. Che credere non serve quasi mai a niente, in questa fogna a cielo aperto, se non a convincere noi stessi dell’impossibile. Ed è questa la beffa. Credere funziona, solo ai nostri danni però. Dimentica quello che sai, ricordati che dietro l’orizzonte c’è un mondo che non vedi. Ricorda che le parole e le considerazioni sono tutto e niente, allo stesso tempo. Niente di più falso ed effimero di una goccia di pioggia che subito cade e ti dà un sollievo passeggero, di un fulmine che sembra piombarti in testa, di un essemmesse riempito nonostante non ci siano gli ingredienti. Parole da un lato, il caffè della mattina dopo la tempesta dall’altro. Non so te, ma io vedo l’ago della bilancia in perfetto equilibrio. Sfrutta questa falla non per svelare l’inganno, ma per attraversarlo e chissà, magari ti capiterà di sorridere ancora una volta.

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