In diretta dalla City / 4 – fine

Mentre in Iraq la gente salta per aria tutti i giorni (avete capito bene: tutti i giorni) a causa di una guerra inventata da Noi Occidentali, Madrid esplode, Londra brucia, poi ribrucia (ma un pò meno) e infine, al momento è la volta di Sciarmelsceik, nuova La Mecca del turismo Occidentale. L’Occidente è in subbuglio, e con esso tutte le sue propagazioni turistico-affaristiche. La questione è che quando siamo Noi Occidentali a saltare per aria, si diffonde realmente il panico tra la gente. Solo quando il Caos entra in casa, i nostri occhi si sbarrano (non ditemi. è ovvio. Lo so che è tutto così ovvio, ma mi va di sottolinearlo). Le macerie delle Twin Towers hanno riempito quel vuoto che si era venuto a creare dopo la fine della guerra fredda, e che quella parola tanto trendy e non bellicosa, Globalizzazione, non poteva di certo colmare. L’Uomo Occidentale ha sete di (auto)distruzione, ed eccogli servito l’Armaggedon ai lati delle proprie strade. In questo panico generale, oltre a un senso di rassegnazione misto a rabbia, vedo pagliuzze di risveglio dei sensi, negli occhi dei miei concittadini. Solo le grandi catastrofi riescono a destare gli antichi istinti degli ominidi occidentali, che riscoprono nel tinello parole come Sopravvivenza, Terrore, Guerra, Odio, Morte. Quasi che ci sentissimo tutti quanti un pò più vivi, con un nemico in più che ci porta tanto tanto tanto fatalismo e un motivo per amare di più la nostra esistenza.

La radio rimanda canzoni furbe sfornate per la bella stagione e nel frattempo la comitiva si allarga con un altro fuggitivo dalla corte estense. Ci si muove verso il lago di Clooney, faccio il bagno in ciabatte nelle freddi acque comasche, partecipo a una deliziosa grigliata sul monte sovrastante e i miei occhi incorniciano il premio per la Migliore Immagine dell’Estate 2005 (assegnato ad honorem): lui e lei, ventenni ebbri di sorrisi, in sella ad una Vespa che si arrampica leggera tra i tornanti lungo il lungolago. Erano così semplicemente felici, in quel momento, che emanavano una Bellezza commovente. Vi avrei abbracciati, cazzo.

Poi ci sarebbe da raccontare della Spagnola inseguita tra rutti in faccia e birre dimenticate sull’auto, ma già affiorano i discorsi al Bagno Patrizia sulla pancetta che il mio corpo ormai inizia a non trattenere, e allora vuol dire che si, sono davvero ritornato. Già ricomincio a fissare gli oggetti e gli spazi attorno, quella "dignità degli elementi" che la canzone furba proclama dall’autoradio, ora mi pare di afferrarla. Nella deriva generale (vedi anche sopra) essi ci assistono imperturbabili e fissi sulle loro posizioni. Abbiamo creato spettatori e testimoni silenziosi per il nostro sfascio.

E’ finita una settimana che potrebbe anche essere stata la mia vera vacanza, senza nemmeno che io lo sappia e me ne sia reso conto nel mentre. Partito senza pretese e senza aspettative, mi sono lasciato vivere e trasportare in giro riuscendo a non dare troppa confidenza ai miei ingranaggi mentali. Niente cartine, macchine fotografiche, solo un cambio di scenario. Sono partito senza scopo e ritorno carico di alcuni promemoria (forse è questa la vera vacanza, e non il mare greco) che ovviamente non metterò in atto. Esempi sparsi. Quando ascolti Love will tear us apart (suonata dai Cure) e ti viene in mente una persona, sarebbe carino farglielo notare, senza pensare ai perchè e percome. Procurarsi qualche cd estivo per adeguarsi alla bella stagione. La distanza da casa ti fa aprire gli occhi su tante cose, ed è inutile sperare che rimangono anche solo socchiusi al proprio ritorno. Attendo smentite (questa forse l’avevo già scritta).

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3 risposte a

  1. Starblood scrive:

    vorrei poterti smentire,così smentirei anche moi meme…

  2. utente anonimo scrive:

    Sì, la distanza da casa fa aprire gli occhi.

    Poi non li richiudi gli occhi, anche quando sarebbe più comodo, forse.

    Rachele

  3. bando scrive:

    l’estate, la semplicità delle cose, senza dover complicare il tutto come negli inverni lugubri e pensosi_quell’immagine della vespa è bellissima, è l’estate del passato, quella che vorrei sempre, quella che non tornerà più_sorridiamo di più d’estate e ci avviciniamo ad un senso di benessere che talvolta chiamiamo felicità_solo talvolta_

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