Domani la fuga dalla città mi porterà a Milano. In pratica, dalla padella alla brace. Ma forse respirare un pò della CO2 meneghina farà bene ai miei polmoni. Forse respirare qualsiasi molecola estranea a questo microclima, mi farebbe bene, per cui saliamo sulla diligenza e facciamo questo giro della morte metropolitano.

Si ritorna sempre sul luogo del delitto, anche se in questo caso è la vittima a tornare sui suoi passi. Che poi in quell’imbuto di solitudine e menefreghismo in cui sto lentamente scivolando, mi viene da accumunare tutti quanti, buoni e cattivi, a status di vittime. Del gran caldo, dei tempi moderni, di loro stessi.

Qui a Pleaseantville la vita scorre placida su un tappeto umidiccio. Siamo avvolti da un pattern grigio, ma finchè alle 3 di notte si possono trovare piade ripiene ai bordi della strada, pigiamo l’acceleratore, più per abitudine che per convinzione.

P.S. Non ho risposto ai commenti del post qui sotto perchè mi fa un pò specie commentare quell’epitaffio. Ma ho ascoltato le vostre parole sentite, e vi ringrazio, tutti. E ora basta darvi del Voi, che sembro un dirigente d’azienda. Andiamo tutti quanti a berci una Dreher al Buskergarden.

Questa voce è stata pubblicata in Splinder. Contrassegna il permalink.

2 risposte a

  1. Ale_87 scrive:

    si ritorna sempre sul luogo del delitto…già…l’uomo – che sia vittima o carneficie – è caratterizzato da una psicologia particolare che spesso è difficile da decifrare.

    bacio, ale

  2. utente anonimo scrive:

    sei fissato con quel posto dove se ne buscano.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *