La Coerenza, prima di tutto.
Mentire, fino alla fine, anche quando il nemico ti ha inchiodato sulla sedia e hai perso tutto: affetti, rispetto, dignità. Eppure la consegna è una sola: mentire ciecamente, rispettare fino in fondo il proprio ruolo. Essere coerenti con la propria infima natura anche nella tragedia conclusiva.
Il Male ieri mi ha dato una lezione di coerenza indimenticabile, a me che coerente e deciso e spietato, non lo sono proprio. Se nel dramma non ci fosse un barlume di speranza, di positività, ci sarebbe da ritirarsi per sempre nel Tibet, a contemplare le vette himalayane e annullare qualsiasi forma di pensiero. In questo momento ho il cervello corroso da sangue livido, una melma puzzolente che si fa strada fin nei più sottili capillari. Il mio corpo non esplode, ma ne viene impregnato, diventando una spugna appesantita dal liquido malsano. C’è solo una cosa che posso fare per non consegnare la mia lucidità mentale alla più triste delle pazzie. L’unica mia "rivincita" è ricordarsi di quella stanza affittata nel mio cuore. Ecco, dovrà diventare una specie di santuario in cui preservare i ricordi buoni, e non lascerò che venga invaso dalla marea nera. A custodire i sentimenti e le sensazioni di quella stanza, rimarrà la Ragazza dai Capelli Rossi, in perenne esilio da un corpo che l’ha rifiutata.

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7 risposte a

  1. Ale_87 scrive:

    che succede?

    un abbraccio, ale

  2. utente anonimo scrive:

    Quando scrivi post come questo sento una vicinanza con questo modo che hai di dire, forse di sentire, le cose, che non sai.

  3. rotaciz scrive:

    Fottuto mondo.

    La “stanza affittata”.

    troppi pensieri…troppi…

  4. BeneMale scrive:

    ..avanti ed indietro, avanti ed indietro..non se ne esce vero?

  5. utente anonimo scrive:

    Non hai idea di quanto ti capisca…son le stesse parole che mi dico anch’io. Penso sia una situazione simile.

    Quella stanza..quella “fortezza”….

    Fatti forza.

  6. buyo scrive:

    dici che scrivere è terapeutico. per me è soltanto dannoso.
    sei talmente abituato a scrivere che io, che scrivo poco e non scrivo da tempo, faccio fatica a capirti.
    Oppure è un modo per dire senza scoprirsi del tutto.
    In entrambi i casi ciao, e grazie per aver sottoscritto il mio blog (sulla fiducia) 😀

  7. rotaciz scrive:

    In perenne esilio da un corpo che l’ha rifiutata. Ogni volta che rileggo sta frase sto malissimo.Mi rivedo nelle mie serate davanti ad uno specchio io e lui, un corpo tremendamente rifiutato, da me e dagli altri. Rivedo le lacrime, la voglia di farsi male. Rivedo la stessa ragazza che sta i fondo ai miei occhi. Rivedo il passato e ho paura che il futuro non riservi più sorprese…

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